Storiadamore

Qui comincia in una stazione per

E c’ è stato, si, con tanti dubbi, e un ti voglio bene, anch’ io a farmi incantare, i suoi occhi e

un’ armonia di gesti, un dolce messaggio fra noi.

Scatola di fiammiferi:

Io non ci credo che non sei innamorata, ti si legge negli occhi

i miei occhi ingannano, credimi

quando ti arrabbi sei ancora più bellina

cattivo

rustica

bugiardo

mi fai sbagliare

sei bellissima, quando sbagli, ma allora è un si o un no?

non te lo dirò mai

eppoi non eri quello che conosceva le donne?

Adoro ogni piccolo movimento d’ iride dei tuoi occhi di lago, mi fa tremare il tuo sguardo che si abbassa a fuggire il mio, ascol­to con tenerezza il tuo corpo in tensione, siamo in qualche modo insieme, divisi solo dalle tue sottili paure di bambina, ho solo voglia della tua tenerezza.

Non capisco cosa ti frena, le mie mani sono sincere, ho voglia di riempirti di carezze.

Non sono che sogni, i miei, affogati in un mare obliquo.

Penserai cose terribili di me, subito complicato questo amore di nuvola, invece è così bello, mi fa tremare i pensieri, la tua presenza mi accompagna dolce, mi emoziona il tuo corpo ricco di armonie, solo pensare che un pochino mi vuoi bene mi riempie di emozione, sono attratto da te per mille strade, ho provato a resistere la situazione non è facile, non mi ci sono mai trovato, ho paura dei tuoi no, della tua assenza, ma il desiderio è troppo forte, mi hai fatto ritrovare la dolcezza, l’ idiozia di un amore bambino che mi penetra senza ostacoli, è il tuo visino di cer­biatta che mi regala continue vibrazioni, non so stare fermo, assaporo con avidità questo tuo corpo pieno di armonia: cosa dici sarà amore o desiderio o è il fatto che sono scemo? Mi dici qualcosa, non mi lasciare solo in questo labirinto di sentimenti, mi aiuti a capire, grazie, lo puoi fare solo tu.

E’ notte, tutti dormono, e io qui a parlare d’amore con il mio cane, che mi guarda pensieroso: odio questi giorni che ci separa­no le mani, chissà se mi pensi, in mezzo ai tuoi pensieri.

Domani, finalmente e i tuoi riccioli a sconvolgermi ho una voglia terribile di abbracciarti e la tua bocca è un richiamo troppo invitante: non ho che desideri pieni si di tenerezza: buttati via forse, non so se mi restituisci in intensità questo amore o se il tuo cuore per me è solo un vuoto contenitore di battiti, non lo so ho solo un tuo intenso sorriso che mi rassicura e due parole meravigliose: anch’ io un pochino.

Ti sembrerà strano questo mio atteggiamento, tanto più che è stato improvviso, non te lo aspettavi di certo, ma cosa ci posso fare, è un sentimento troppo forte, fra l’ altro complicato, ricco di sfumature, chissà se mi capisci oppure no: vediamo.

Io lo vivo con intensità, mi riempie gli occhi di immagini e i giorni vibrano di dolcezza, erano anni che non mi accadevano queste cose, che cosa meravigliosa sei, così indifesa e piccola e poi sei tutta da scoprire, non conosco i tuoi pensieri, non conosco il tuo corpo di pantera, non so cosa ti emoziona di più, non so da dove cominciare, perché mi hai detto che mi vuoi bene anche tu, in una gabina anonima di una stazione, è cominciato qui un pensiero a farsi strada intenso, un viaggio pieno di sogni.

Non so per te che cosa, magari niente ti succede, il tuo è solo stupore o imbarazzo o incredulità, chissà che idea ti sei fatta di me, credo in ogni caso ai tuoi occhi e non sono i tuoi sguardi di una donna non coinvolta. Me lo lascio scivolare addosso questo amore ricco solo di emozioni e di te, ho trovato una primavera interiore, tutta mia.

E’ stato bellissimo stare con te oggi, un sorriso pieno di tenerezza, me lo sono sentito mio, è bello questo piccolo amore che mi circola nelle vene e mi fa sentire un bambino, però sai far male, quando sei andata via mi hai lasciato con studiata freddez­za, non mi hai guardato con dolcezza, ma con fredda indifferenza, nello stato in cui sono ho bisogno di sentirti sempre vicina, non mi puoi lasciare solo, non puoi incupire i tuoi occhi pronti sempre ai rimproveri per colpe che sai solo tu e mi fai un male terribile, mi fai oscillare dalla tenerezza più assoluta alla tristezza più incredibile: dicono che è così l’ amore, quando non è uguale l’ intensità dalle due parti, se tu mi volessi almeno un po’ di bene, non mi vorresti mai triste, si vede che ti fa piacere vedermi sprofondare nella malinconia, mi fai un male terribile, quando vuoi sei proprio cattiva, non mi merito i tuoi dubbi e le tue paure, fai dei discorsi pieni di diffidenza, dovresti capire che io sono un uomo particolare, diverso in ogni caso, sono sensibile alle sfumature, non mi puoi fare del male, non me lo merito, non puoi farmi pagare colpe che non ho: ti ho dato solo dolcezza e ho avuto indietro sorrisi bellissimi, le tue mani, un bacino da lontano che mi ha fatto tremare, una scatola di fiam­miferi piena di dispetti, le tue gambe, i riccioli ballerini, un corpettino di pelle nera tanto sotto non c’è niente, forse neanche un cuore, i suoi battiti non per me, mi ritrovo solo in questo amore, non mi regali un respiro, mi distruggi in un attimo i miei castelli di nuvola, hai la freddezza di una donna più grande di te, non c’ è più la bambina che adoro, quando ti si incupiscono gli occhi e mi dici cose terribili, perché ci devono essere tanti malintesi, mi merito un po’ di fiducia, non sono banale nei miei pensieri, ; non ti tocco più, sarà difficile per me non cercarti, ma mi vuoi a distanza, ma da cosa ti vuoi difen­dere, non ti fidi di me, pensi di essere per me una preda, perché non provi a pensare che forse il mio è…lasciamo perdere, tanto non mi capisci.

Ti penso comunque con dolcezza, in questa notte senza sonno, chissà cosa stai sognando nel tuo sonno di bambina, ho tanto sottile amore per te, ora, nonostante tutto il male che mi fai, magari senza volerlo, spero, hai solo il torto di non capire quanto sono innamorato o forse la cosa ti lascia indifferente, come mi dici, e allora hai ragione, sono proprio nei guai, mi aspettano giorni terribili e fai bene a trattarmi male, gli scemi non si meritano altro.

Sei una piccola adorabile criminale, mi lasci sospeso in un dubbio senza risposta, ti diverti, vero, piccola, lo sai che stai strangolando dolcemente con le tue piccole mani questo amore cucciolino che ha solo bisogno di coccole, stai sciupando qualcosa  che sa di bello e non te ne rendi conto, e ti diverti pure, hai degli occhi bellissimi, oggi, sei particolarmente bellina, non so più cosa dirti, sono sospeso in questo amore sospeso.

Non so cosa ti passa per la testa, so solo che sto malissimo, non mi piace vederti così, il tuo visino affogato in un dolore e non mi dici perché, mi lasci con studiata noncuranza,

dov’ è la bambina che adoro, mi fai star male, mi uccidi dentro ogni en­tusiasmo, lo sai che non può durare, non mi lasciare in questo stato di angoscia, sei cattiva e anche brutta quando fai così, eppoi cosa mai ti ho fatto per questo, dove sono i tuoi sguardi che mi avvolgono dolci, piccola dolce bambina, mi fai capire che ho sbagliato a fidarmi del mio desiderio di

lasciamo perdere, spero solo di vederti presto sorridere di nuovo, così sei terribile, non mi lasci uno spazio di contenuta felicità, mi regali rapido un dolore: sei cattiva, ti fai solo del male, i tuoi occhi perdono il respiro, non sono più tras­parenti e pieni di tramonto.

E cosa vuoi, una giornata di nebbia, questa, ieri mi avevi fatto rinascere, quando sei tornata deliziosa nel completino marrone e nero con la tua pastina in mano: mi fai impazzire con sottile tristezza, non capisco la tua eventuale credo gelosia, forse, o qualche parola detta di troppo, e il secondo bigliettino dimenti­cato, c’ erano cose che non valeva la pena di ricordare, due giorni fa deliziosa in un completino gonna scozzese, corpettino di pelle e sopra un giacchino con i peneri: un amore e i tuoi occhi accesi e un tramonto visto nei tuoi occhi e un caffè e il giorno prima hai letto sorridendo il mio piccolo diario computer e i tuoi occhi dispersi stasera, anche brutte figure in potenza, a terra con il buio notte, mi dici almeno se è colpa mia, per delle scale umide di acqua e deliziosa si, e le sue gambe affuso­late avvolte in calze nere e un insieme di grazia appoggiato ad un muro, i tuoi occhi antipatici a guardarmi perduti, si sommano ancora le delusioni, e quasi essenziale arrivare ad un cambiamen­to, rimane solo una dignitosa ritirata e la bionda dagli occhi di gatta a rinnovare un contatto, presto lontana, anche se bastereb­be stringere solo un pochino e anche lei un dopo lavoro da orga­nizzare, matura forse questa storia vediamo.

Oggi sei stata terribile, forse hai le tue ragioni, c’ era risen­timento nei tuoi occhi e voglia di far male.

Moni eppoi sparita una Londra per i suoi occhi.

Mi hai chiamato, bellina, ma non per quello, mi hai detto malizi­osa, mi hai fatto molto piacere lo stesso, la tua voce di traspa­renze e vibrazioni, non ti ho detto niente di quello che ti aspettavi, sto pensando di cambiare le mie parole, ci sto troppo male in questo amore non ricambiato, o almeno senza una risposta precisa, anche perché io le donne le conosco, ma te non sei una donna come le altre, sei una dolce bambina dispettosa piena di mistero chissà cosa darei per sapere cosa provi per me, qualunque sia la risposta mi piacerebbe saperla, qui siamo in un vuoto di pensiero che mi uccide: non ero solo quando hai chiamato, non ti avrei mandato via senza dirti qualcosa di carino, la tua voce era dolcissima, mi sei piaciuta con la tua precisazione, non ti chiamo per quello, sei cattiva, sai come farmi male, e ci riesci benissimo, affondi con cura le tue unghiotte nella carne viva di un cuore che pulsa ritmico un amore, ti ho fatto sentire il ritmo impazzito di un’ emozione, nella tua tranquilla vita di bambola.

Cosa dirti di questa notte piena di te e dei tuoi occhi,

c’ è stato un cambiamento di gesti fra noi, ti ho detto che non ti amo più, sei rimasta impassibile e piena di curiosità, chi lo sa cosa ti passa per la tua testolina ricca di riccioli: domani i tuoi sguardi addosso, già me li sento caldi sulla pelle, sarai bellis­sima dentro una minigonna attillata e avvolgente.

Domani ti farò leggere questo piccolo diario di bordo, ti vedrò sorridere dolce nei tuoi occhi di nuvola: sai non so come fai a non credere a queste parole che mi escono fluttuanti dalle mani.

D’ altra parte non si crede a quello che non si vuol credere: sarebbe troppo bello se i sentimenti si incontrassero sulla stessa strada, a volte invece vanno per strade diverse, però non è detto che un giorno non si incontrino, cosa dici?

Chi lo sa, questo mondo è così strano che non si può mai sapere, forse l’ ultima pagina di questa piccola  storia è ancora da scrivere, magari fra un po’ di tempo,  cosa dici?

Sei molto dolce, in questi giorni, è un piacere starti accanto, sprizzi dolcezza dappertutto, hai degli occhi irresistibili.

Eri deliziosa con le tue treccine e i tuoi occhioni, mi hai regalato due dolci bacini, mi hai fatto tremare i pensieri.

Sei bellina quando corri con i tuoi tacchettini per l’ ufficio, mi emoziona pensarti vicina, sapere che ci sei.

Eppoi anche te lasciarmi così, non è da te, meno male che mi hai spiegato cosa ti succede quando ti si scuriscono gli sguardi e ti arrabbi, sei deliziosa quando mi guardi seria seria e mi dici che sono brutto e cattivo, tesoro, cosa vuoi, quando parlo di certe cose, non posso stare attento a quello che ti dico di altri argomenti, e magari dico cose che non ti piacciono e te la pren­di, con i tuoi occhioni meravigliosi.

E pensare che sono stato così dolce, ti ho detto cose piene di intensità, te le sei fatte scivolare addosso senza farti coinvol­gere, sei quasi inespugnabile, sembra: eri deliziosa quando non volevi staccare il telefono hai chiuso abbassando il livello di voce e mi hai riempito di dolcezza, è stato terribile non tro­varti, io ti avrei aspettato.

Diversità di quali intensità emotive, non mi prendi sul serio, ma non ti rendi conto di cosa ti sta succedendo vicino, ho avuto con dolcezza i tuoi capelli, la curva sinuosa del tuo collo di cigno, la tua pelle ricca di brividi, la tua scontrosa ritrosia, sei stata bellina quando ti ho chiesto: “se mi alzo, scappi?” “Si”, mi hai detto, con lo sguardo impaurito, ma come puoi pensare che potrei fare qualcosa che non ti trovi coinvolta, mio piccolo tesoro di attimi.

Cosa dirti di queste cose che mi attraversano i pensieri, un male cane dal dentista, meno male che eri con me a consolarmi, ti stringevo le mani con sottile desiderio, stai benissimo con il maglione grigio, ti esplodono dolci gli occhi, le sfumature del nocciola fanno male, è difficile starti vicino senza sapere quello che pensi, ma mi hai detto che pretendi di essere capita senza bisogno delle parole, mi devo ancora abituare, la strada è ancora lontana.

Siamo arrivati alla simpatia e a un bene che non dai solo a me, ma che io sento solo mio, o almeno me lo dipingo addosso come un sogno, vorrei perdermi nei meandri di volume dei tuoi riccioli, te li carezzerei per ore, non mi stanco di questo clima di asso­luta dolcezza, siamo in qualche modo vicini, sono le tre di questa notte piena di luna, ti porto con me, a spasso, tenendoti piano le mani.

Ripenso ai tuoi no, che a me sembrano tanti si, hai nelle tue piccole mani le mie emozioni più profonde, chissà cosa ne farai, intanto ti stringo con infinita dolcezza la curva verticale dei tuoi capelli. Ti penso sempre, i tuoi pensieri me li sento sulla pelle.

Una cena sul lago e i tuoi occhi.

Insieme, fra noi un incontro senza continuità, quasi come volevo, le tue parole d’ intorno, a riempirmi di respiro.

Me lo hai detto con convinzione, non so mai cosa pensare, puoi anche dirmelo per vedere se la cosa per me è importante e un lieve accenno al mio anello che non c’ è, piccola piena di bar­riere, ho avuto i tuoi occhi tutti per me e i tuoi problemi e i tuoi rimproveri, non so cosa pensare, sono al solito pieno di dolcezza, ma anche un po’ deluso, non è uguale in ogni caso questo amore feroce che mi in­vade, per te è qualcosa di diverso, sei stata un teso­ro in ogni caso, mi hai regalato più di sei ore del tuo tempo per i miei sogni, ne avevo bisogno, mi sei en­trata nel sangue, a proposito ancora altino il cole­sterolo, 252, abbassato però rispetto a prima, devi controllare quello che mangio a pran­zo, mi aiute­rai?

Un pochino, mi hai detto, lasciandomi almeno un appiglio a cui attaccarmi, ma io ho bisogno di cer­tezze, cosa dici, vuoi che mi tolga dalla testa questa follia di pensieri e torni a un ruolo più dignitoso?

Mi pare la strada migliore, forse anche per rien­trare su sentieri senza dolore, mi fa male la tua vo­ce che mi tiene a distanza, ma poi te come fai senza le mie parole di luna, senza i miei sguardi che ti cercano l’ anima, senza le mie mani nei tuoi riccioli di bambina? Me lo devi dire te, ti lascio la respon­sabilità di una decisione, io non riesco a prenderla, sono troppo coinvolto.

Tenerezza dentro ai tuoi brividi di freddo,  una pic­cola sbronza in un ristorante  che mi ha dato malin­conia di ricordi e di presente e i tuoi dolci occhi a scavarmi il pensiero, non li scorde­rò mai, sarai sempre con me, insieme ai miei sogni.

Sono le 1,34, di notte, poco fa la tua piccola mano nella mia, solo per il tempo consentito dalla tua sen­sualità, ma come fai a stare sulle tue, io sono stupito della tua assoluta sicurezza, almeno un po’ potresti vacillare, la cosa ti renderebbe più umana, credo.

No, mi renderebbe solo più indifferente e fredda, visto che penso sempre a tutti e a tutto….

Lo sai anche a cosa voglio riferirmi

eppoi credo che tu non sei mai andato in fondo a un di­scorso!

Forse credo che sei tu l’ inumano, perché riesci ad in­namorarti ed andare avanti solo per poco. Io invece non voglio più soffrire e se inizierò una storia (se qual­cuno mi vuole!) sarà per sempre o per lo meno che si creda nel futuro, quindi a che pro dirti che ti amo!? (Comunque non ti amo) Solo a farmi del male!

Scusami se sono discorsi ingarbugliati, e grazie ancora per ieri sera!

Qui da solo a guardarti negli occhi, ma sai quando? Ti vedo quando ti ho detto qualcosa di carino e scappi e ti volti per un ultimo sguardo che mi regali dolce, piccolina.

Qui che aspetto i tuoi occhi , arriverai piena di ric­cioli e di sguardi, ho voglia di sentire la tua voce, mi è rimasta dentro, insieme ai miei pensieri e ai tuoi occhi, mi sei mancata tanto, piccola, proviamo…sei arrivata e sei bellissima  sono pieno dei tuoi occhi non ho che il tuo sorriso dentro, adoro i tuoi no, che mi attraversano rapidi, a distanza le mie mani che sognano solo un divano i tuoi sorrisi dovunque qui intorno grazie delle tue parole, mi regalano un de­siderio intenso di vita, è amore questo, continuo e ingombrante, fra poco i tuoi occhi altrove e io non sarò solo, insieme ai miei sogni e a un divano di di­stanze am­bigue diffuso.

E per dirti cosa, oggi una giornata di relativa sere­nità una cucina che ritrova un suo equilibrio e una Lucca mancata domani lei e oggi un incontro an­cora ritrovato, decisa lei, mai detto di si mi dice, lei io credo e anche paura di far male e uno stereo scelto insieme e un bacino no ci potrebbero e anche

ritrovata comunque, anche se non sarà più uguale, capito il suo no, altrove le tue mani, altrove, rimane si un contatto ci vuole si un nuovo lavoro altrove per masse impazzite di molecole racchiuse si in quali

per i tuoi occhi non uguali le parole le ascolto mentre altrove un amplificato amore

lungo le dolci insenature è dolce il tuo collo

per contatti ancora oooohh, mi dici stufata

qualche volte prenderti si ma lasciamo stare

perduto forse in questo perduto amore

e ancora

E non c’ era che un tuo sguardo, dentro ai miei occhi, una gior­nata con alti e bassi, siamo stati lontani, le nostre mani al­trove e il tuo sorriso in ogni caso a rendermi pieno di sottile piacere.

Cosa dirti, questa storia è qui fra noi da più di un mese, a me sembra di conoscerti da sempre, è stato bello l’ultimo caffè, ha dato una dolce chiusura ad una giornata uggiosa, e poi sei spari­ta nella notte, eri incredibile nella penombra di luci, sarei sceso per dirtelo, ancora lontano per ora un contatto solo sogna­to e detto, chissà perché non lo desideri anche te, mi lasci in questa attesa interrotta.

Non siamo insieme oggi, preferisco non dividerti con altri, i miei occhi hanno voglia solo di te e dei tuoi improvvisi sguardi di predatrice, sai essere piccante quando vuoi, nella tua timida assenza.

Dove sarò dove sarai, lontani per un pranzo, io a rivedere un amore, tu a pensarmi, ma solo un pochino, è un sentimento al risparmio, il tuo, o più semplicemente preferisci non dirmi niente, e mi tieni sospeso in una intensità non uguale.

Mi sono sentito perso al tuo primo sguardo di chiusura, non hai idea di quanto dipendo dal tuo stato d’ animo, mi affogo subito in un dolore, e come si illumina la giornata quando mi trapassi con gli occhi e mi sfiori rapida di dolcezza.

Chissà se è per me questa dolcezza, so solo che non ti ho mai visto così, eppure ci conosciamo da qualche mese, di una cosa  sono certo, cominci a fidarti un pochino di me, senti che mi puoi affidare i tuoi pensieri, sono sicuro di sapere di te più cose di qualsiasi altro, e questo è importante.

Ti lascerò questa letterina, domani, e tu mi guarderai triste e piena di risentimento, odio non stare con te, ho tante cose da dirti, e da chiederti, a parte il piacere fisico di saperti vicina, ma devo vedere una persona che sai, poi ti racconto, sarai curiosa di vedermi stasera, torno solo per poterti vedere e salutarti, sarà intenso il nostro ciao.

“Ma quando scrivi queste cose a chi pensi?

A me no di sicuro, visto che cerchi di considerarmi solo quando siamo soli, così per divertirti!

Quando entri alla mattina e ci saluti neanche mi guardi in faccia e sono l’ultima a sapere le cose, quindi che cosa vuoi che ti dica: Niente, niente di quello che vorresti sentirti dire e ora ti lascio perché ho da fare!”

E poi un viaggio a Milano, più di un mese fa, cominciava la nostra storiellina di brividi, più mia che tua, io ne sono inva­so, te sei nel tranquillo ruolo dell’osservatrice, quasi non coinvolta, lontana da un’ emozione; non capisco perché mi stai a sentire perché mi regali le mani, mi guardi con dolcezza, perché con me ti ridono gli occhi, certo un uomo innamorato è buffo, e te sarai contenta di aver provocato questo amore, è tutta colpa tua, sai, ancora non ti ho detto cosa di te mi ha fatto innamo­rare, vediamo un elenco: gli occhi, la bocca, il nasino, i riccio­li, le gambe, il sederino, le mani, la tua voce, la tenerezza, la tua fragilità apparente, la dolcezza del tuo sguardo, la tua curiosità, il tuo bambino, i tuoi occhi disperati, i tuoi occhi invasi da un tramonto, la curva sinuosa del tuo camminare, e quando mi salti alle spalle, il tuo sguardo risentito, i tuoi si mai detti, la tua fantasia, il tuo sorriso intenso.

Per ogni movimento di silenzio ritrovo una visione di interiore  assenza, di fantasia di altre intensità, in lucide visioni di stazioni di notte, sale di attesa popolate di quali pensieri, mentre altrove non si ricambia un pensiero.

Che dirti di questa nostra strada, per percorsi paralleli e lontani o divergenti per angoli dalle ampie insenature d’ onda: per dolori verticali e diffusi: non avrò intensi i tuoi occhi dispersi sui miei, lontano, lontano un mobile contatto.

Per ogni movimento di silenzio ritrovo una visione di interiore

assenza, di fantasia di altre intensità, in lucide visioni di stazioni di notte, sale di attesa popolate di quali pensieri, mentre altrove non si ricambia un pensiero.

Lo sai che adesso sono a Pisa, in una specie di dormitorio per colpa di un treno guasto, un po’ di stanchezza, e dei tuoi occhi che non mi fanno vedere le stazioni in arrivo, sono le 2,47 e non ho sonno, sono contento di stare con te chissà come sei bella adesso, quando dormi sei bellina, ancora più piccina: cose così, se non ci fossi te sarei arrabbiato, invece solo pensare che ci sei mi regala serenità e una sottile e intensa gioia per questa notte diversa, insieme, domattina non sarò bellissimo ma almeno ti vedrò, mi sei mancata oggi, fra tanta gente che non mi inter­essa, la tua voce in un telefono lontano a raccontarmi sussurri di spazio, ancora il tuo no a tenermi in ogni caso allegro, per strade diverse si muove questo amore, il mio comincia ad aver bisogno di qualche certezza; un pochino mi hai detto in un tele­fono, mi hai ridato l’ aria, ero così triste, credevo che non mi avresti chiamato, però ci speravo tanto, forse è vero, un pochino c’ è davvero, domani un incontro importante, lo sai che sono emozionato più che vederti da sola, chissà se gli piacerò.

Qui al sole che aspetto, arriverai piccina piccina con T., voglia di tenerlo in collo, sono curioso dei suoi occhi, starai parcheg­giando ora, i tuoi riccioli arruffati, sarai bellissima, il nostro amore sempre sui laghi, questo è piccolo e pieno di pa­peri, ma tanto bello come questa attesa, eccoti, riconosco i tuoi riccioli, non mi sento più il cuore, ciao.

Insieme tutti e tre,  su un lago, è stato bellissimo vederti arrivare, la tua massa di riccioli spagnoli e i tuoi  occhi.

E un nasino graffiato, piccolino, tutto per colpa mia, mi sono sentito morire, come baby sitter valgo pochino, ma ero cosi emozionato che non pensavo ai pericoli.

Trascorsa una settimana, non proprio bellina per la verità, una continua assenza di dialogo, sempre per gli stessi banali motivi, tuoi e non miei, in ogni caso una decisione presa, solo da sviluppare, ti ho detto che sarò io che cambierò ambiente, vedremo.

Dovevamo stare insieme oggi, poi hai deciso per il no, sarebbe stato bellissimo, eppoi avevi un completino pantaloni maglioncino beige che eri un amore, anche se distanti senza parole le nostre mani; sei fatta così e non c’ è speranza di farti cambiare, quando non ci sarò più mi rimpiangerai, ma anche a me mancheranno i tuoi broncini, le tue mani i tuoi occhi incupiti, e anche e tanto i tuoi sorrisi e i tuoi silenzi e cosa vuoi, la vita avrà i suoi attimi.

Eppoi senza motivo improvvisamente finito, chi lo sa cosa, è intensa una delusione i suoi occhi scomparsi di luce, solo vuoti contenitori di quale rancore: finito.

Per Milano, per Milano ad inseguire le mie speranze, anche dis­perate e dove hai messo i miei riccioli, ti ho detto in un tele­fono che mi hai fatto passare una settimana tremenda mi hai detto: anche tu; sei stata tu ad incominciare, mi hai detto che mi vuoi bene, si ci credo, presa una decisione, a qualunque costo cambiare, rimpiangerai la mia mano fra i capelli tutti stirati, ti risaltano gli occhi e le tue gambe chiuse di sguardi, pensarti con quale interiore intensità praticamente sempre, in questi giorni di nuvola, cosa dirti, sei sempre desiderabile, ma so che sai farmi male, mi devo aspettare i tuoi periodici occhi disper­si, la lama fredda della tua indifferenza, la tua assoluta impos­sibilità di capire; quando non sai come fare a dirmi qualcosa di spiacevole, per i tuoi motivi di bambina, ti rinchiudi come un riccio e sei inavvicinabile e persa per le mie mani che ti cerca­no e non hanno respiro, senza il ritorno improvviso dei tuoi occhi pieni di attimi di luce e ricorderò a lungo i nostri tra­monti, non avranno mai occhi più dolci dei nostri, mi hai perduto in questo strano farsi del tempo, hai perduto le mie sottili attenzioni, senza di me il tuo domani, e non so quanto saprai provare un dolore, senza consapevolezza il tuo no, senza i miei occhi voglia di abbracciarti, anch’ io, non sai cosa succede quando, sei stata sola domenica e io da solo per quali cigni, bella la tua telefonata in un tardo pomeriggio di un venerdì, e poi di ritorno, Bologna ora, ti ho chiamato, sempre bellina, mi hai ancora detto di no, ormai è un classico, ti perdo in un attimo ogni volta per ritrovare caldo un contatto e la luna dentro ai tuoi occhi, come sei piccola quando entri tutta in un abbraccio, e scappi da un contatto che ti fa paura, ancora per poco insieme, stiamo sereni se è possibile, non mi riempire dei tuoi rancori, non mi piaci quando dici le parolacce, sai io ti vedo piena di dolcezza, sempre.

Un quasi Natale in attesa su un piccolo lago, i germani reali ti aspettano, ma non verrai, troppo freddo per il piccolino, hai fatto bene, è bello anche stare qui da solo a pensarti, starò qui ancora 45 minuti, non si sa mai, anche il mio cucciolo    è    rimasto a   casa,    l’ incontro con Marcellino                                                    un’ altra volta.

E’ stato bello ieri sera il tuo silenzioso arrivo, le tue gambe e i tuoi occhi per i miei occhi: sei incredibile, fra poco un quasi sole per la tua assenza, meno male che ci siamo salutati ieri, poi non ho capito la storia dei parenti, a parte che succede anche fra parenti, però sei buffa con i tuoi limiti, fino a qui va bene, oltre siamo “amanti” e non si può: va bene lo stesso.

Oggi tutto bene, ritroviamo una strada insieme, un bacino da parenti che non mi interessa, e i tuoi capelli lisci da carez­zare, le tue spalle plastiche in un contatto, e mi dici per 17 giorni lontani e io come farò senza di te, vedremo come si svi­luppa questo introvabile amore.

Mi avevi detto che forse mi telefonavi, qui in un inutile spazio a cercare la tua presenza non mi chiamerai e sarà un giorno terribile, questo, già troppi giorni senza le tue mani, questa lontananza è atroce; è stato bellissimo provarti i pantaloni, non stai un attimo ferma eppoi hai due gambe da sogno, credo che i miei consigli sono serviti, stai benissimo, ma perché non mi telefoni almeno un pochino, io non lo posso fare, anche se la sensazione è forte, ascolto questo dolore, la tua mancanza si fa sentire, ancora 10 giorni inutili da trascorrere, chissà se mi pensi, nel tuo mondo lontano; ho paura del tuo ritorno, sarà difficile stare di nuovo insieme, sai la lontananza stravolge sempre la realtà delle cose, mi hai fatto male quando mi hai detto che non lo sei, innamorata, perché quando lo sei balbetti e non sai cosa dire, saresti un tesoro ma ti preferisco in continua opposizione, forse è il difficile o l’impossibile che mi attira, cosa dici?

Lasciamo a quale futuro lo svolgersi delle cose, avremo ancora un continuo incontro di sguardi e forse, quando non ci sarò più, ti accorgerai che ero più importante di quello che pensi e mi verrai a cercare, il mondo è talmente buffo che potrebbe succedere, cosa dici?

Scuoterai il capino divertita, non ti coinvolge questo amore, ti diverte forse, ti fa sentire importante, e lo sei, mi attraversa feroce questa assoluta mancanza di te, non arrivano silenziosi i tuoi riccioli a complicarmi il cuore, non si smuovono i suoi battiti, solo, voglia zero di  lavorare, forse vado in centro a dimenticarti, in mezzo ad altri occhi i tuoi passi ritmici, adoro quando non mi guardi, sei di una bellezza completa, dai serenità   ed emozione insieme.

Per una nuova strada le mie mani cercheranno il tuo respiro, in questa piazza piena già di quali ricordi, mentre un sole caldo muore e un venerdì è quasi passato senza una tua telefonata, chissà quanto lontana nei tuoi pensieri dal mio sguardo.

E ancora ti racconto un dolore, vivo senza la dolce presenza del tuo sorriso, intenso come un crescere rapido di malinconia, non mi hai chiamato, come hai potuto non farlo, sapevi che sarei passato, sei di una inconcludenza terribile: eppure sono coinvol­ti i tuoi occhi in questo distratto amore, o sono io che me li sogno vicini, e invece mi portano solo a spasso le mani, mani che sanno donare quali intensi attimi, non ricambi mai le mie ca­rezze, solo a tratti mi restituisci un gesto obliquo, e va bene così, sei tu che conduci il gioco, per ora, perché questo è un gioco, vero?

Ancora un giorno senza i tuoi occhi, un 7/1 lungo da arrivare, io ti mancherò un pochino così da terra, e in questo hai ragione, sono proprio a terra, però posso sempre risalire, e questo mi fa ben sperare, in un futuro, come vuoi tu, vediamo questo futuro se vede insieme le nostre mani, o no; in ogni caso io per te ci sarò sempre, comunque vada questa storia, almeno una persona amica te la sei guadagnata, e, credimi, à molto importante per quei nostri momenti che non avremo più, insieme, avrò una profonda malinco­nia, non sarò più uguale, i tuoi occhi dovunque. Per quali strade ancora cercare.

E qui in un banale ristorante da solo, un giorno che lascio trascorrere ambiguo, mentre altrove regali ad altri i tuoi occhi. Passa così questo mobile tempo, nella più assoluta mancanza di te.

Adesso in una piazza al sole, da Gilli, il tempo è dolcissimo, manca solo la tua nuvola di riccioli, sarebbe bello stare in­sieme, oggi, sono pieno di pensieri dolcissimi e anche distratti, chissà cosa starai facendo, ora, magari un pochino mi penserai, o saranno altrove i tuoi piccoli movimenti d’ iride.

Perso ora nel flusso continuo di un pensiero.

Nessuno nessuno a muovermi un’ emozione, le tue piccole mani piene di vuoto, dove saranno, ora, ne ho un bisogno terribile.

Voglia di mare, ora, partire a cercare complicati pensieri, mi ritrovo solo, ma pieno di immagini, in questa fine d’anno che è esploso alla sua fine, una fine ottobre piena dei tuoi occhi, perché non mi hai fermato, forse potevi farlo, adesso è tutto così difficile, come si fa a dire basta, mi sei entrata nel circuito rapido delle vene, non ho che te qui dentro a farmi incantare, e non mi hai mai detto che la cosa è ricambiata, solo un pochino in fondo, forse è compiacimento il tuo, o quale sot­tile simpatia ti attraversa gli occhi, mentre altro da noi d’in­torno succede, di inutile quando, sono lontani i nostri attimi, attimi altrove.

“Mi porta un porto”, detto ora a un biondo nessuno, interrogativo e azzurro, di sguardi lontani, non riesco a liberarmi da questa pigrizia assoluta che mi rinchiude in un pensiero. Qui in un bar dove con altri occhi guardavo uno sguardo di vetro, quando ancora non c’era il tuo  respiro a complicarmi le notti, sempre senza sonno e piene di desiderio, senza quale improvviso amore.

Questo mi manca, un farsi nuovo di percorso, in binari scontati questa storia, non mi sorprende mai un tuo sguardo pieno e im­provviso di nuovo, non ti conosco ancora in un’ apertura di sguardi, non mi raccontano emozioni provate i tuoi occhi, vediamo questa lontananza se ti cambia i pensieri, o se ti lascia ancora stupita di indifferenza, o mi torni cambiata e nuova, con te tutto può accadere, senza interruzioni di ritmo, la tua capacità di assorbire quali sentimenti senza farti coinvolgere, sei vuota, mi hai detto una volta, io penso che hai solo paura di lasciarti andare e chi lo sa se non hai ragione, piccola modulazione di armonia nello spazio.

E non ti penso quando, mi prende rapida la malinconia, senza di te questo tempo non vuol passare, vederti assolutamente, mancano solo 6 giorni, ti vedrò appena per un giorno, poi altri 5 giorni lontani, ma almeno potrò chiamarti e sentire la tua voce; un pochino, mi dirai, e la mia domanda sarà sempre la stessa: quanto ti manco?

Niente da fare, ritorni l’ otto, non ti vedrò, ma almeno ho sentito la tua voce, mi ha fatto respirare di nuovo e un tuo brindisi me lo sono sentito addosso, chissà quale anno ci aspet­ta, vediamo. Per ora, intanto, un treno, a dividere ancora i nostri occhi, domani, almeno la tua voce.

Qui a Milano, per un corso inutile e la tua voce lontana, forse per sabato un incontro, vediamo; terribile, questa assenza di sguardi, addosso, e i pensieri altrove.

Non vieni sabato il tuo no deciso, in una camera di albergo, e io domani non ti chiamo.

Ti chiamo il pomeriggio tardi, forse, sei stata cattiva, mi hai detto che non vuoi, io ti ho detto che è toccato a te.

Mi dirai, lunedì, mi hai detto, va già meglio, ci sarà credo un tuo piccolo motivo, non una tua decisione, io conto su un tuo “so”, piccolo piccolo; è stata dura questa permanenza milanese, le tue mani lontane e non poterti vedere, la tua piccola voce sì piena di dolcezza.

Cosa vuoi, sempre in giro, un treno ora vicino a Parma, profumo di te, qui intorno a regalarmi sorrisi solo d’immagine.

E fra poco Bologna, si avvicina questo ritorno, chissà se un pochino ti sono mancato, già sono emozionato al pensiero di vederti lunedì, sono stati troppi questi giorni, per questo avevo così tanta voglia di vederti domani, peccato, avrai da fare cose più importanti; lo so che mi aspetta una bella delusione, chissà quanti pensieri pieni di distanza ti sei portata dietro dalla campagna insieme alla ingarbugliata massa di nuovo mossa; pensi troppo e sei troppo piccola per pensare.

Quasi arrivato e quasi le 1, in questa notte su un treno, e ho voglia di portarti a Venezia, vederti spalancare gli sguardi chissà  forse un giorno buonanotte, qualche sogno diventa vero, qualche volta, lo sai? Sono curioso di rivederti, chissà se sei cambiata un pochino o sei sempre la solita rustica, ho una voglia matta di baciarti la bocca, sarebbe il più bel regalo del mio compleanno, e poi

E’ stato bello rivederti, sei sempre il solito tesoro, siamo più distanti, lo sento a  pelle e mi sembri anche annoiata, hai ra­gione, sono stanco anch’ io, non ho più voglia di lottare, mi lascio passare sugli occhi questo tempo senza respiro; cambiare.

E anche una coda, in questa strada per quale ritorno, sono quasi   le otto e non ho capito perché mi sento deluso, forse mi aspetta­vo di più da questo nostro incontro, tutto sommato eri distaccata e lontana.

In una casa appena vivibile, a pensarti, è stata una settimana piuttosto brutta, meno male un tuo sorriso addosso a sollevarmi una qualche serenità ieri sera un piccolo incontro in un grande magazzino, le tue mani in fuga e voglia solo di guardarti, ti ho detto che mi è passata, e tu: tanto non è vero, sei simpatica, si realizza poco ma si ride tanto, bellina.

Chissà forse non sei nemmeno gelosa, anche se una tua dolce pedata mi è arrivata, per un bacio disperso oggi.

Devo tranquillamente ammettere che non ci capisco nulla, la speranza è che ci sia qualcosa da capire, sarebbe terribile se non ci fosse nulla. Ti ho detto serio che rischi di perdere cose importanti con il tuo atteggiamento, ma poi chi mi dice che io sono importante?

Come vedi la mancanza di dati attendibili impedisce una decisione definitiva o almeno itinerante, di percorso; mi perdo mi perdo in questa continua attesa piena di sospensione.

Un pranzo insieme oggi forse, sei proprio bellina con gli stiva­li, ti esaltano la curva  d’insenatura che ti invade le gambe; mi fai tremare, lo sai?

Eppoi sempre un incontro fra noi, in questa tensione rapida di sentimenti, i miei in ebollizione continua, i tuoi senza quale continuità, sono diventato senza conclusioni, mi tieni nelle tue piccole mani ogni emozione: diciamo imbambolato?

Detto ora basta, per assenza assoluta di.

Un altra giornata assolutamente lontani, salutata appena, dentro una profonda tristezza, non siamo più insieme e mi manchi da morire, ma devo essere così, te l’ ho detto che sarei stato fred­do, non sai quanto è difficile; per te naturalmente va tutto bene, un pensiero in meno, sei senza cuore.

Anche oggi tremenda questa assenza assoluta di sbocchi: in fondo a me serve solo qualcuna che ricambi una emozione, non mi pare di chiedere troppo, non credi?

D’ altra parte non ci sono sbocchi e il lavoro arrivato alla fine naturale, mi sembra: forse sarebbe da forzare una situazione, ma ho paura.

Dei suoi freddi occhi la paura mi pervade, non ci vediamo domani per uno sciopero, e un alzarsi presto che non vale il mio amore, disgraziata come sempre, venerdì forse, il giorno delle streghe insieme, e lei oggi in una sottanina scozzese e maglioncino con i cani, un amore, lasciato da parte e non considerato, lasciar cadere ogni appiglio per le sue sottili mani: abbandonare fino a quando, non sopporto la tua voce data ad altri, di nessuno i tuoi sorrisi i tuoi.

Per la verità un cuore ce l’hai, solo che hai paura dei sentimen­ti, troppo presto questa storia, non sei pronta per le complicaz­ioni; vedrai che adesso andrà meglio, avrai un uomo meno coinvol­to accanto, e anche più spiritoso, spero, non più ingrugnito, certo devo essere stato terribile, non sai quanto sono stato male.

Adesso va meglio, abbiamo ritrovato un certo equilibrio

Perché mi hai detto che non sai quanto mi penserai in questi giorni di campagna, tre giorni lontani, ma non sono disperato   come altre volte, sono rilassato e pronto anche a non pensarti più di tanto, perché mi sei tanto simpatica.

Per ogni altra zona di immagini, un rifiuto incredibile ieri fino in un negozio per un ciao, per dimenticare un venerdì per altre strade, le sue, per un viaggio di S. Valentino e le matite per altre mani, più piccole, e lei l’ altra una piccola calcolatrice per vedere quando e quanto un amore.

Stasera una cena fra noi, in una strada rosa, avrò i tuoi occhi in regalo per tre ore, le tue parole diffuse, la tenerezza a portata di mano.

Chissà come sarai bellina e anche un po’ piccina.

Mi pare che vada bene in questi giorni, questa nostra storielli­na, io non rompo tanto, e tu sei molto dolce; non chiedo assolu­tamente di più, è moltissimo questo continuo incontro.

E’ bello avere i tuoi riccioli di volume dispersi sotto le mani, la tua testolina docile al contatto; mi piace sentire la tua pelle docile a una carezza dolce di tenerezza; andare oltre?

E’ una cosa che dipende solo da te, io non spingo di certo, ho bisogno di questo mobile dialogo anche di tensione.

E poi questa piccola cena fra noi deliziosa, mi hai regalato degli occhi bellissimi, sempre sulla difensiva, ma piena di quale dolcezza, sottile, sei stata di un carino…quando sono con te mi sembra che questa vita valga proprio la pena di essere vissuta, anche se mi rendo conto non sono la persona che tu cerchi; dicia­mo che è bellissimo stare insieme e non  chiedo di più, il domani avrà il nostro futuro, un po’ di strada insieme, guardandoci con dolcezza e complicità negli occhi; li ho ritrovati, pieni di luce i tuoi occhi, me li sento vivere dentro a lungo, incredibili.

Ti dico grazie di esserci, qui intorno, non ti chiederò mai niente di più di quello che mi dai, è moltissimo, anche se a volte mi tratti male e mi fai sentire un po’ scemo, nell’ insieme sento che non posso fare a meno di quello che ci fa sentire vicini, anche se diversa è l’intensità di questo piccolo amore di nuvola; ti penso ora con tanta dolcezza e sono altrove i tuoi occhi.

Chissà se mi pensi mai, piccolo insieme di riccioli e di sensua­lità; ti ho mai detto di quanto mi piace toccarti la parte alta delle tue spalle, mi sembra di.

E  si chiude questa storiellina, troppo sola per vivere, in un ristorante non a caso Omero, ricco di viaggi circolari, la tua voce mi ha ucciso, non hai mai provato niente di erotico nei miei confronti, e hai messo in dubbio anche che io possa avere delle emozioni, non scherzavi, c’ era del vero nelle tue parole, mi hai perso assolutamente, se era questo che volevi ci sei  riuscita in pieno, non mi potevi fare più male di così, mi hai distrutto questo piccolo amore mi hai fatto toccare la disperazione, ti ringrazio di avermi detto la verità, anche se mi hai fatto un male terribile, la tua freddezza mi ha umiliato, non si tratta così uno come me, il mio sentimento, anche se avventuroso e forse folle, meritava più dolcezza; per me sei morta,  non sarò mai più lo stesso, non avrai da me che fredda presenza, per altre strade, il mio mobile cuore; hai perso una persona che se non altro, anche se in modo sbagliato, ti ha voluto un bene feroce, io per te ho messo in dubbio tutta la mia vita, ero pronto a fare qual­siasi cosa per i tuoi occhi, nessun futuro ci appartiene; quattro   mesi da dimenticare, inutili.

Mi hai appena lasciato senza darmi nemmeno uno sguardo dolce, dei tuoi, cattiva! A  parte questo sei stata un tesoro, oggi, sei stata tanto bellina che ti avrei morso la punta del nasino tanto dolcemente che non te ne saresti nemmeno accorta, eri deliziosa con la tua giacchina e i jeans, ti modulano le gambe in maniera molto eccitante, sono molto eccitato, come fai a non sentire niente, per me sei sorda, non lo senti quante cose ti racconto quanto desiderio ho per te la voglia paura che ho di tenerti le mani, mi stupisco di quello che mi succede, io di solito così riservato, dire certe cose a una donna…già mi manchi da non poterne più e naturalmente non mi telefoni, sarebbe troppo bello che tu sentissi quanto mi manchi e avessi voglia di salutarmi di nuovo come non hai fatto prima, cosa dici sei tanto cattiva, vero? Mi dici che uso un tono troppo dolce quando ti parlo d’a­more, ma cosa vuoi, io mi emoziono da matti quando ti sono vici­no, piccolo amore mio.

Non mi piace questo posto senza di te, mi manchi e sono le 9

sono le 10 e ti voglio

sono le 11 e sono triste

sono le 12 e vado via, triste, sai torna presto

sono le 14,5 e ci sei, sono molto emozionato ora vengo da te e ti do un bacino, ma quanto chiacchieri, quanto chiacchieri, ma non stai mai zitta?

Anche stasera triste e solo in questo ambiente che solo tu riesci ad illuminare ed eri bellissima stasera, i tuoi capelli a onda mi riempivano gli occhi, sono le 19,15, aspetto una tua telefonata che non verrà e sono giù da morire; tesoro non potevo venire via alle 4,30, lo capisci, vero? Anche se sai quanto mi avrebbe fatto piacere; ho qualche responsabilità, sembra. E domani senza di te potevamo stare insieme, spupazzare il piccolino, lo sai che mi piace, ti sei chiusa a riccio, impenetrabile avrai detto questa volta è chiuso, per l’ ennesima volta chiuso, è stato bellissimo ieri sera quando mi hai preso la mano e abbiamo salito le scale, ho pensato che c’ era un futuro fra noi, vedi io non so come prenderti, sei difficile da avvicinare, sei sempre pronta a mordere, come un piccolo cucciolino, ma non so pensare a te che con dolcezza, sempre e qualsiasi cosa mi fai, cosa dici, se non è amore questo l’amore non esiste.

Penso che sarai triste anche tu, lo so che con me ci stai bene e avresti voluto essere insieme domani, spero che tu mi pensi almeno un pochino, con una qualche dolcezza, perché io ti penserò continuamente.

La vostra festa oggi, donne qui dentro a crearmi armonia di immagini, incontrato oggi un antico amore, come ho potuto provare qualcosa per lei non lo so vuoti i suoi occhi, io in fondo sono rimasto sempre lo stesso, teso a cercare un sentimento assoluto; tante sono state, e forse qualcuna anche importante; tu dici che per me sei un diversivo, mi pare che ti dedico troppo tempo per essere coinvolto solo in superficie, questa cosa è grande, picco­lina, e mi regala tante emozioni, anche se è molto difficile starti vicino, sei una continua sorpresa, ho paura a parlarti, non so mai come reagisci, se solo ti accorgessi di quanto ti voglio bene, forse avresti più fiducia nelle mie mani, che trema­no solo a sfiorarti i capelli, non lo so cosa tu pensi di me,   forse sei solo  curiosa delle mie parole, un pomeriggio bellissi­mo di sole, a parlare con te in un silenzio di parole, mi piace pensarti, anche se tu non ricambi quali pensieri, spero solo di vederti serena domani pomeriggio, le tue mani dove sono ora, io ne ho bisogno, è bello  comunque questo sottile amore.

Un passatempo, mi hai detto,  praticamente penso a te in ogni momento o penso che non dovrei pensarti ed è lo stesso; possibile dico io che tu non mi pensi mai o quasi? Va bene lo stesso, non mi spavento per così poco, ti prenderò per stanchezza, ci scom­metto. Triste anche stasera, i tuoi occhi lontani, nemmeno un sorriso per me, te ne sei andata mettendo la freccia, sei spari­ta. Devo proprio avertela fatta grossa, ancora non me l’hai perdonata, sarei curioso di sapere che cosa, ma va bene lo stes­so, tutto quello che succede me lo sono voluto, d’ altra parte quando si è innamorati succede così, sembra; diciamo sul chiuso, mia piccola dolce cosina?

Se per te va bene, chiudiamo pure, ti prometto che cercherò di farmela passare presto, questa terribile malinconia dove sono caduto, sarà difficile, ma ci provo, tu mi aiuterai ?

Non ci sei, non ci saranno i tuoi occhi al mio ritorno fra poco, chissà come starai male, un piccolo regalino per te, per farti più bella, cosa molto difficile, per altri occhi, non i miei, fra poco un addio o un arrivederci, per strade lontane questo amore disperso, per te più facile, non sei coinvolta, per me sarà terribile, non ti scorderò mai, ci vedremo magari qualche volta? Io ci conto, sarà bellissimo rivederti senza questo incubo del lavoro fra noi, almeno mi risparmierai i tuoi occhi alchemici e imbronciati.

Ti dirò quando la prossima settimana, e avrò fra le mie mani i tuoi riccioli e il tuo piccolo dolore, saranno almeno dispiaciu­ta, un pochino di bene me lo vuoi, vero?

Per quanto riguarda il pensierino a occhio e croce ci passa preciso preciso, così almeno ti rimarrà la misura di un deside­rio, anche se non era la cosa più importante per me, anche se non ci credi, sempre sulla difensiva, lei, piccina, sei bella, è normale, direi banale che tu sia oggetto di desiderio, io volevo molto di più, io volevo i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, ma lasciamo stare, è andata così, si vede che non era destino, cosa dici?

Mi rimangono dolci tanti momenti bellissimi, e nessuno me li porterà via, un pacchettino di pensieri pieni di tenerezza, una continua tensione contro un muro pieno di diffidenza, duro sai a sbatterci la testa, anche se la mia è dura, e piena di pensieri.

Prendiamola così questa separazione, la vita continuerà senza i nostri sguardi sinuosi d’incontri e io ti mancherò, come tu mi mancherai, e saremo più ricchi di questo dolore.

Te e le pillole, almeno servissero a qualcosa, mi lasci solo anche oggi, e avevo bisogno di te di te molto probabilmente non ci sei, la tua voce a parlarmi preoccupata per il lavoro, il fatto che io ho bisogno di te non ti interessa, naturalmente. E va bene, andiamo avanti così ormai siamo in discesa libera, presto un addio fra noi e una Milano avrà i miei sogni, anche per dimenticarti, sai, questa decisione, vedremo come andrà, la pagherò cara, ma almeno non ci starò male, e altri occhi avranno respiro; un sole caldo mi invade la pelle, manchi tu qui accanto,   distesa in un sonnellino, sai che mi piaci quando dormi, forse sei già in viaggio per venire da me stamani la tua macchina non c’ era e io sono subito annegato nella tristezza più nera; dipen­do da te, non è possibile continuare così altrove da vivere questa vita di nuvola; ricominciare, sono ancora in grado di farlo. Una giornata bellissima, fra noi, tutta in blu e i tuoi occhi mi sono rimasti dentro, e la tua timidezza, cosa fai stas­era, i miei appunti per questo amore nelle tue nervose mani, la mia distanza, sono tuoi se in qualche modo hai vissuto con me questi attimi, non è vero sono tuoi in ogni caso, solo per te ho avuto queste parole piene di respiro.

Mi hai dato molto, sottile piacere, dolore intenso, pensieri diffusi per le mie notti piene di sogni: La nostra distanza vicina anche per questo, non ci resisto, è troppo forte questo desiderio che mi uccide, lontano lontano dai tuoi no e dalle tue parole che mi fanno tanta paura: lontano.

In una città che mi divora, i miei occhi, cercherò i tuoi sguardi in ogni donna che incontrerò, avrò feroce addosso la tua mancan­za, ma capirò finalmente quello che sei stata per me e ritroverò un equilibrio che da troppo mi manca: lo capisci questo, mia piccola disperazione?

Non posso pensare a un addio, diciamo un esilio voluto e imposto a questo amore che mi uccide, lento, i pensieri; non so pensare che a te e amo pensarti, curioso della mia solitudine: sarà dispersa in nuovi incontri, dove annegare questo terribile de­siderio che ho di te, e del contatto dolce delle tue spalle, vicine in una carezza solo pensata: sempre pronto il tuo no a fermarmi e le tue mani cattive a tenermi lontano.

Siena con te, il cuore a spasso e un bacino ripetuto, irresistibile e quattro strade di troppo, un amore lo stesso, sai?

Una bellissima giornata insieme, Siena ha avuto i nostri occhi, la fine in solitudine, al solito, ma va bene lo stesso, è stato bellissimo, grazie.

E poi qui in attesa quasi le 15 e una nostra telefonata interrot­ta da una scheda finita, il mio futuro fra poco sarà più chiaro, le nostre mani lontane, forse più di quello che tu vorresti, mi perdi per strada, tesoro, i tuoi improvvisi broncini li regalerai ad altri, sai far male, quando ti ci metti, male dentro me lo sono meritato, tu dici, sei bellina quando mi sorprendi si a farti una carezza “proibita” e mi rimproveri subito con gli occhi pieni di sdegno, non so che farci se mi piaci, se sono attratto da te come da una calamita, mi sei piaciuta in quella boutique coperta di rosa, erano bellissimi i tuoi piedini velati di calze nere, io sarei anche entrato, ma chi li sentiva poi gli strilli?

Chissà a cosa starai pensando adesso, forse un pochino a me, spero, non ti ho sentita arrabbiatissima, voglio un tuo sorriso.

Si sta per partire, una strizza che non ti dico, però ti penso con tanta dolcezza, la tua voce piena di non so che cosa, sai che ricomincio a crederci in questo amore un po’ folle, stiamo pren­dendo la rincorsa, dove sei, fra poco sarai fuori a mangiare, se posso ti chiamo, stasera, voglio sentirti è brutta Milano  senza di te, non so come farò ma ormai la strada è quella, e mi disp­iace che vada così, ma un anno passa presto e chi lo sa cosa può succedere, dopo; nessuno può dirlo, sai?

Qui sul mare del nord insieme ai tuoi occhi, me li sento dentro   profondi, intensi, domani un ritorno e presto ti rivedrò ho solo voglia di te e dei nostri sguardi, anche le tue distanze imposte mi mancano, straniero qui fra stranieri, eppoi cosa dirti, qui parlano solo inglese e io penso alla nostra prima cena, e a quanto eri bellina, addormentata come una bambina.

Ancora un salutino da questa sala piena di  parole, meno male che ti penso, con intensità, sono quasi contento di  questa storia, che tu non vuoi accettare, anche se ti dirò che mi pare ci sia qualcosa di nuovo in te forse cominci a pensare che potrei forse essere io quello che cerchi, ma.

Una notte questa e ha il respiro ambiguo di un bambino di altre sussurrate notti questa ha il rumore intenso di un silenzio

incontro di sguardi di notte di trasparenze ovali e interiori; non lo sai il mio diffuso amore.

Ombra di sguardi, non conosco questo brivido improvviso che mi invade, ambiguo.

Incontro di attimi, mentre altrove mi invade un pensiero, ancora domani mi darai i tuoi occhi pieni o no di diffusi pensieri, e poi non penso che a te e mi piace dirti queste cose.

Un ritorno d’ aria, fra rumorose nuvole una sottile, penetrante nostalgia, di una donna sottile come un pensiero, ritrovarti piena di sguardi, ripeto le mie inutili parole, come si ripete sempre un amore, non so darti che parole ricche di immagini, ma mi racconto questo rapido respiro.

Una Pisa triste, la tua voce senza nessuna dolcezza, perduta, non lo sai il perché, un periodo così, io penso che ci sia una nuova strada per te aperta, ti faccio i miei auguri…

Sei imprevedibile, mi sono arreso da tempo ai tuoi salti di umore, tanti pensieri pensati senza ragione, non condivisi, sei così, inutile volerti diversa, ma sei simpatica ugualmente, anche se mi fai passare dei momenti terribili, va bene lo stesso, d’altra parte è inutile che ti dipinga addosso un amore che non hai; peccato.

Siena da solo, gli stessi luoghi senza di te: una malinconia che non immagini, mi sei mancata tanto, sai?

Un incontro a una mostra, ti ho chiesto di venire eri così cari­na, tutta sguardi, e la nostra cena rosa insieme, e non abbiamo litigato, è la prima volta, ormai siamo alla fine, questo amore mi muore lento fra le mani, lontani dopo l’ 8, chi lo sa.

Per Milano a scegliere , tu al telefono non potevi, gli auguri per un anniversario, il n. 6, a stasera; mi dici che non sei triste perché io vado via, sei capacissima anche di essere sin­cera, vedremo se ti mancherò, almeno un pochino, io non vedo l’ ora di partire, ho bisogno di questa fuga, da tante cose, e anche dai tuoi no, bellina.

Mio piccolo tesoro, ci voleva un anniversario per fartelo dire, mi vuoi bene, ma lo sai che me ne ero accorto da solo?

La casa, ammesso che la possa prendere, è deliziosa, sarebbe bellissimo passarci qualche ora insieme, chissà è bello anche sognare, c’ è una terrazza favolosa, anche per dipingere, e ti assicuro che riprenderò i miei labirinti che ti piacciono tanto, la tua voce era piena di tenerezza, come sa essere quando siamo lontani, mi piaci in questi giorni, sembra che non ti importi molto di quello che sta per succedere, ma io so che lo fai solo per non darmi importanza, e butti tutta addosso a me la colpa   della nostra separazione, tesoro mio sarebbe bastato solo un tuo “forse” e io sarei restato, ho avuto paura di starci troppo male, lo capisci questo, vero?

Però ci può essere ancora un incontro fra noi, se tu non trovi la persona che cerchi, lo sai quello che provo per te, e la lonta­nanza non può che accrescere questo bellissimo insieme di tener­ezza, passione, desiderio che mi porto dietro, in questa città troppo grande per farmi scordare dei tuoi occhi.

Ho carezzato con dolcezza le tue spalle, ieri, ho avuto l’ impressione che ti facesse più piacere del solito, tu dirai che sono matto e che ti devo lasciare perdere, sei tanto bellina quando mi dici così, non so che farci, sono proprio partito, con la testa e fra poco anche di persona, le strade di Milano avranno dolci i miei pensieri per te, spero solo che anche tu mi pensi almeno un pochino; senti, se per caso o per sbaglio tu ti rendi conto che…non hai che da dirmelo e io torno subito, hai capito?

Io in ogni caso ti chiamerò spesso e cercherò anche di stare buono con le donne, va bene?

Tu vedessi che bella terrazza, mi piacerebbe stare con te a guar­dare la luna, in una sera d’ estate e carezzarti la curva armoni­osa del tuo volto, che sa essere dolcissimo, quando vuoi.

Perché mi dici che sono strano in questi giorni, io cerco solo di  capire quello che provi per me, nel poco tempo che rimane, già mi hai detto che mi vuoi bene, è la prima volta che me lo dici, sai anche se mi prendi in giro, mi ha fatto tanto piacere, ascolto con sottile malinconia questa disperazione che piano sale, terri­bile.

E Milano per i miei incerti passi, inizia un nuovo percorso, diverso dal normale vivere, me lo sono cercato con cura, lontano da quello che non mi accadeva e da lei, anche se è stato duro un distacco, neanche commossa, nei suoi occhi di pensiero. La casa bellina, l’ ambiente simpatico, non ho ancora trovato due occhi da ricambiare, per dimenticare, per.

E ancora un giorno, diffuso in una  città assente, la tua voce però, almeno sentita, dolce, e lei che mi cerca, senza quale numero di telefono, detto a lei, curiosa di messaggi, e qui le donne ti guardano con occhi lontani, affogati nel buio di dis­tanze, senza continuità.

Il lavoro con qualche incognita, per ora va, in attesa dei primi contrasti, inevitabili, mi sa, e lei che mi manca piccolina, lasciata sola in attesa di un anno lungo da passare, se rimani sola quando torno ci mettiamo insieme, nei suoi occhi pieni di incredulità, è stata una passione passeggera, mi ha detto, e c’ è rimasta male per il modo dei saluti, io volevo farlo in un altro modo, non come pensi tu, il suo silenzio sorriso, in un ufficio straniero e pieno di gas e noia, ora verso una casa rifugio e   i soldi come farò assegni senza copertura a spasso, nell’aria sospesa di.

In una strada, si, di Brasile il profumo, in questa notte che calda avanza, in attesa di un jonni che sta per arrivare, ambigua di donne in quali attimi ancora, sentita la sua voce lontana vicina in un ricordo di immagini, altrove.

Mi distendo in questa Milano di sfumature distese, e un leggero mal di testa vicino, ma non lei, l’ altra, in un biondo diffuso e una sigaretta e un profumo  e su un balcone antico a trascorrere   questa notte fra una patetica patetica, un balcone vicino vivo appena di luce, e lei in una attesa rosa, un rosa addosso a lei in una Siena di sogno, lontana, sai com’ era, nel suo sorriso di bambola, delizioso questo sporgente balcone, rifugio per quali pensieri, mentre vicino è un ritorno e mi chiami stasera, si caso mai richiamo, la sua voce di vibrazioni lontane e per dove, riletti ora gli antichi quaderni, lo stesso sussultante ritmo, cambiano solo le donne più ricco ora di immagini, sorrido di tanti incontri che non si incontrano, una sirena ambigua si allontana ora verso quali dove e lei ancora in attesa, rosa e chissà a cosa pensa, una sera si vedranno i suoi ansiosi sguardi, sottili i suoi occhi appena sfiorati e l’ altra no, in un impro­babile francese, diffuso, continuare, ora per quali strade, per ora percorse con instabile percorso, mentre dentro rimane ansioso un pensiero.

E niente zanzare a turbarmi la notte, solo bianchi sviluppi di fibre vegetali, da improvvisi alberi in una città minerale.

Guardo ora la sua assenza improvvisa, di polvere è antico questo ferro battuto da quali mani, mentre un freddo mi pervade le spalle, mentre attendo inutile un ritorno rosa, non mio.

Penso che non verrai, troppo lontana dai miei mobili pensieri, anche se sarebbe bello riprendere, dove si è interrotto senza continuità un incontro di gesti, e di sguardi, mi hai perso per scelte tue di paura, mentre mobile e intenso era il piacere eccola forse di ritorno si, un ritorno rosa e un maglioncino bianco per cosa, quanto aspetterai ora  i suoi riccioli come e il suo rosa   o come, chissà se pensa i miei pensieri nella sua attesa non vedo il suo volto, immagino la vertigine nera del suo corpo di pantera e la sua bocca e scuote il capino come, ancora via per quali strade?

No, ancora in attesa, nella persa notte, col suo giacchino bian­co, non so se sei bella o banale è il tuo sguardo, affogato nel nulla, non resisto più a vederti chiudo un contatto solo     iniziato, ti lascio ai tuoi pensieri e alla tua dignità sospesa, di pantera in caccia, volubile di riccioli neri in un ricordo mentre ti illuminano due fari e ti accendi una nervosa sigaretta, non puoi non vedermi e pensi i miei pensieri e i miei sguardi, in partenza ora, io ti aspetto, forse, ciao.

E non ho sentito la tua voce al solito, la tua timidezza, forse, o forse mai, non si può mai dire con te. Questo piccolo insieme di immagini, in questa settimana di Milano, comincio ad abituarmi a questa nuova dimensione, mentre in un caffè all’ aperto vedo passare inutili presenze, niente e nessuno mi emoziona gli occhi, ancora presente la sua modulata immagine di riccioli, rimandare un incontro alla prossima e qui nessuno si siede, per poco un giro di vento in testa, poco fa, meno male che, fra poco a cer­care uno sguardo, di sfumature rosa, domani un ritorno, ritorno di immagini.

Chissà dove tu ora, per perdute strade, certo questa distanza ci divide, ma può farci ritrovare un incontro nuovo, chissà se ti manco, nei tuoi occhi di bambina.

In treno verso, un telefono per parlarti, tu, non mi verrai a vedere, ti conosco, per una tua voce in un telefono questa ten­sione verso, ci giochi, al solito, non coinvolta in questo nau­fragio di, per narrazioni interrotte, di notti trascorse a pensare a una piccola treccia di capelli non tortuosi, lisci, a scendermi fra le mani, sinuosi, e tirarli con tanta dolcezza a cercarti un brivido addosso, mi chiedi cosa mi succede, curiosa di, incredula di, uscita ora, i suoi occhi altrove, sono emozio­nato, non ho che un sottile desiderio che mi attraversa, sottili i suoi occhi sono rimasti a regalarmi una penetrante armonia: incredibile.

Eppoi ci siamo visti ieri, è stato bellissimo, non sai quale.

E ti ho sentita, la tua voce piena di allegria, non mi hai voluto vedere, anche se il desiderio l’ ho sentito chiaro, volevi, e la tua pigrizia piena di sfumature, e i tuoi no, sempre presenti, monotoni e bugiardi, sono curioso di rivederti dieci giorni ormai fra le nostre mani e gli occhi pieni di angoli, il tuo modulato corpo in tensione, dove sei, ora?

Problemi di soldi, oggi risolti, e una pioggia improvvisa, ora in un bar all’ aperto ore 11,35, aspettando un sonno che non arriv­erà che molto tardi. Mi inoltro con ironia in questo ruolo e in questa città che sento amica, per angoli e per sensazioni, lonta­no da situazioni non concluse, si domina e si comprende un nuovo percorso e loro lontane, per i miei pensieri in fuga.

10 giorni e spiccioli di questa Milano, assaporo un sottile dolore non sentita oggi tuttiriccioli, ieri in ultimo richiamami, mi raccomando, e tante parole inutili, lei invece piena di la sera poi bloccata, per desideri subito delusi, 10.000 per Andre­otti, ora, per trascorrere rapido del tempo, in attesa di un jonny che non arriva, domani in una Forlì altrove vissuta, mentre niente di voluto mi accade, per diversi sentieri altrove.

Qui ci si avvicina a quali malinconie come quando, mentre un freddo sottile mi attraversa costante, in un solito bar ad aspet­tare chi non verrà, mentre lei, mentre lei.

Di altre cose non so dirti, alzarsi presto domani, per sotterra­nee strade, ma almeno un ritorno, non so se ci vedremo, la tua pigrizia avrà voglia di, non lo so, disperso.

E un nuovo conto a dividere quali risorse, complicati percorsi di soldi che si chiudono, finalmente arrivati i 6, già ridotti vediamo, e ora arriva rapido il jonny, troppo caro, mi sembra, ma rapido scende per tortuose strade, al di sopra e al di fuori da quale banale scorrere, solo i tuoi capelli e i tuoi occhi e un corpo tornito ad interessarmi e la sua nuvola bionda in quale declino e solo mi manca feroce il bello continuo e almeno un dialogo anche di no, ma almeno un sorriso mi arricchiva di ritmo e lascia perdere, perduta per sempre, mi sa, almeno per le attua­li possibili strade.

Chi lo sa dove si muoveranno le superfici, di interrotti pen­sieri, e poi non sapere come uscire e sorridere ironico di, superiore a questo rapido succedere, quando il tempo cancella  la sua corsa instabile, e rimango in ogni caso legato a due occhi dolci di dolcezza e di quali sussurri, mentre nessuno sa dei miei sottili dispiaceri. Disperderli ora negli occhi assenti di una donna, vuoti agli angoli, preferirli agli sguardi spenti di, pre­ferirli.

Aspiro con attenzione i mobili sussurri di fumo, denso e pieno stasera, per questo freddo ambiguo che mi percorre, già detta l’immagine, hai ragione ripeto i miei passi, sorrido i tuoi sor­risi, deluso dei tuoi silenzi, non capisci il sottile muoversi   delle parole, d’amore d’amore, e i miei sogni lontani dai tuoi, ambigui.

Anche un vento a pungermi i pensieri, non da Fiesole, ma per strade di quale Brasile e passano, inutili passano, distanti quanto dai mobili pensieri, ricchi di vibrazioni costanti, tras­parenti stasera agli occhi, solo in discesa qui ora, a cercare quali immagini, veloci appigli per mobili dita in frenesie di movimento, amaro e ricco il sapore, domani un rapido ritorno, due settimane ormai per un archivio sospeso, finito ora il traspa­rente tornare ora nel

anestesia di cromosomi

Con qualche dubbio sulla data, direi, ma in questa piazza Duomo, ascolto la sottile tensione di non chiamarti, dopo avertelo pro­messo, la tua voce distante, anche se la fretta di dire no ti tradisce, piccolina, in attesa qui di un affogato per quale cioc­colata e belle d’ intorno distanti, qui con un senso delizioso di libertà diffusa, passano, nella memoria passano, ti ho detto che mi manchi e tu: davvero? piccolo insieme di, ma sai che sei deli­ziosa con tutti i tuoi no?

Questa inutile disponibilità per questo tempo che scorre senza lasciarmi emozioni, ora ti chiederai perché non chiamo, domani aspetterò i tuoi rimproveri, non sai cosa dirmi, al solito. Città di angoli e di respiri, di distanze lunghe a percorrersi, per stanchi pensieri.

Mentre scende lenta  questa notte sfumata di attese e mi avvolge rapido un pensiero.

Di quale muoversi d’intorno di quale

Di sfumate immagini un ricordo, di strade piccole e conosciute e di un sottile annoiarsi: si snoda rapido questo libro, rinato in una città mobile di spazi e di sguardi, veloci sguardi che si incupiscono, agli angoli; curioso di immagini e di emozioni dis­tanti e continue.

A perpendicolo nel cielo sfumato le guglie, di un gotico verti­cale e continuo, teso e penetrante come un pensiero, di laguna i tuoi occhi addosso, insensibili e non si smuove, vuole restare sola, e chi ti vuole, tanto non mi rispondi, passata, ormai, solo tristezza  guardarsi indietro, meglio distribuire le immagini al futuro e i volumi qui intorno trascurabili al tatto, trascurabili invaderli, neanmoins di fumo e lettere volubili da scrivere, volubili, in quale computer da

disteso, qui e dovunque, a cercare quale continuità compositiva, in diretto dialogo con i neri percorsi bordati di rosso, la stessa ansiosa vibrazione di immagini, immerso e straniero in questo flusso di sguardi, inconsueti sguardi di donna.

Domani la chiamo per stupire i suoi occhi tra poco un anniversario di poesie distanti chissà se ancora mai ti guarderò dormire di notte, sei stata in ogni caso deliziosa.

Lasciarlo passare da solo, questo tempo ricco di sapore

caldo addosso e fra le mani

ricco, si, solo di immagini

folti e mobili di emozioni sospese

io ce l’ ho così, me lo hai detto maliziosa

in attesa ora di una curiosa liquidazione piena di quali zeri

E in partenza per un ritorno, lei distante è uscita già, eri a giocare a carte, mi dice, non si pone nemmeno la possibilità di   vedersi, naturalmente, sentito un profondo disagio di parole, si allontana anche questo piccolo legame che ci lega, del resto cosa vuoi, sempre il solito sottile malinteso, proviamoci, mi porto dietro questo vuoto di ricordi, in attesa di diluirli nel tempo che rapido procede, ansioso. Molto meno aspettarsi da queste scelte intraprese, e la liquidabile liquidazione per giugno, sembra e allora, ancora ansie di soldi, sembra, del resto: tor­nando a noi cosa dirti, non ci sono speranze di rumore, solo un silenzio  distribuito e sospeso, mente un rosso tiziano raccolto qui accanto senza espressione, vediamo; fra poco le solite ripe­tute cose, in un ritardo di decisioni senza e poi una Roma di inutili appigli a rovinarmi un riposo, guerriero di guerre lon­tane.

Biondo d’insolite armonie, in questa stazione di attese, sentita ora per un inutile ciao e lasciamo perdere, non ci sono appigli d’intorno, solo diffuso dolore.

E una Roma ieri, Caravaggio tagliato di luce, ora partire per paralleli percorsi.

Ricominciare sempre in un recinto di sensazioni, lo sapevi, e poi non uscirne che a tratti, almeno questo scandire di parole ri­mane, traccia di ritmo improvvisa per non improvvise mani e perché no un caffè la tua vita poteva cambiare, e allora solo di spazi si ricompone questo rapido tendere, fra poco mi guarderai e io non ci sarò, ambiguo viandante di fiume e di parole.

Lo sai che mi sembra incredibile vederti ora, mi scrivi qualcosa di non troppo cattivo, grazie.

ho mangiato abbbbassstanza bene, sto scherzando  non so mai cosa ti devo dire, non lo so come mai, però è cosi. Stasera cosa fac­ciamo?

Qui con me a Milano, e mi dirai di no, lo so, sarebbe troppo bello questo amore ma almeno potrò ripartire, con questa vita ansiosa.

Ti ho capito, sai, ti metto soggezione, oltre che farti un po’ paura, con tutta la mia cultura e i miei discorsi; hai provato a pensare che sono solo un uomo che si è innamorato di te, con semplicità e basta? Forse apprezzeresti di più questo sentimento, senza inutili complicazioni.

Ieri sei stata deliziosa, piccina e anche dimagrita, e io sono tanto innamorato, così, tanto perché tu lo sappia, chissà se hai dormito stanotte, io no, ho pensato a te su questo divano, piena di adorabile timidezza; va bene così, era quello che mi aspetta­vo, grazie.

Sai qual’ è il mio problema?

Sono talmente innamorato, e non ridere, sai, lo sono davvero, che non credo ai tuoi no, anche quando me li sbatti in faccia, penso sempre che è impossibile non ricambiare un sentimento così bello e così profondo, almeno un pochino potresti provarci. Però, se proprio è un no deciso, per piacere dimmelo chiaro, serenamente, e io sparisco, completamente  non ti cerco più, è l’ unica cosa che ti chiedo, non mi fare stare chiuso da questa speranza che mi uccide.

Oppure dimmi se non hai capito bene se c’ è o ci potrebbe essere qualcosa in futuro, magari non hai capito bene cosa provi per me, non mi dire che è solo amicizia, hai bisogno di tempo, e io saprò aspettare, ma se è no deciso e definitivo, lo voglio sapere   stasera così posso ricostruire qualcosa su questa malinconia continua, anche se ne esco con le ossa rotte è stato un bellissi­mo amore lo stesso, e ti ricorderò sempre, ma non ti vorrò più vedere, così è troppo terribile.

Mi hai capito, ora?

Io sono qui, anche per capire e farti capire questo sentimento, che per me è importante, diciamo una specie di prova ma perché non mi credi, quando dico che ti amo, se non è amore questo io non ho mai amato, ma forse la risposta chiara che non vuoi dirmi è che non ti piaccio o perché tu pensi che siamo troppo diversi, o forse pensi ancora che io voglio solo sesso, per piacere dimme­lo chiaro, non mi farai troppo male ora, sono preparato a qual­siasi risposta, ho solo bisogno della verità per andare avanti, così non ci resisto, ho messo in gioco troppe cose .

Ti meravigli che penso così tanto a te, che ti scrivo tante belle frasi, lo hai finalmente capito che sono tutte tue, non le scrivo ad altre mille come mi hai detto una volta; sei forse anche arrabbiata o almeno risentita che ti abbia messa in mezzo a questa storia senza che tu mi abbia detto di si, e in questo hai ragione, sono andato avanti senza interpellare la parte interessata, ma si può sbagliare, in amore, basta correre il rischio di ritrovarsi davanti a un bel no, è il rischio che sto correndo io, non aver paura di farmi male, ma se è  un no dimmelo dopo averci pensato bene, non tutto di fretta come fai sempre, non mi sembrano veri quelli detti così, io voglio una risposta serena e meditata e definitiva; e non aver paura, non ti butto di sotto dal treno, te l’ ho detto, per me sarai sempre un piccolo grande amore.

Se ci vuoi pensare sopra, non mi dire niente, ci sentiamo quando hai preso una decisione, soprattutto non mi dire di no se non ne sei proprio convinta, è una decisione molto importante, lo sai?

Chissà come stai bene con la maglia che abbiamo visto ieri sera, di certo te la sei comprata, quella da 29.000, o saranno 290.000?

La mia casa mi piace ancora di più ora che ci hai spalancato i tuoi occhi di cerbiattina, è ancora piena di te e dei tuoi ricci­oli, vedrò di trovare una chiave per il bagno, se un giorno ci dovessi tornare, chi lo sa.

In ogni caso, anche se lo so darmi una risposta per te è diffi­cile, o perché non lo sai o perché hai paura di farmi male, quando mi dirai quello che pensi, io potrò cominciare a pensare a qualcosa sul nostro futuro (hai visto mai se mi dici di si?) o metterci con dignità una bella pietra sopra e cercarmi un’ altra donna, la prima che capita, fuori in ogni caso da questa chiusura di immagini.

Lo so, ti ho messo in imbarazzo, ti chiedo molto, ma per me è molto importante, perdonami se ti chiedo di decidere, ma lo devi fare, ogni tanto bisogna prendere decisioni, anche spiacevoli.

Qui in un ufficio, dopo un pranzo di corsa, penso a come ti avranno squadrata i miei ex colleghi, cosa ne sanno loro della tua timidezza, dei tuoi pensieri, dei tuoi momenti cupi; deve essere difficile essere considerata una piccola preda solo perché sei bella e sola, nessuno può capirti, senza conoscerti bene. Io, che forse ti conosco un pochino, ho sempre avuto le mie          difficoltà a starti vicino, senza farti arrabbiare. E dire che ce l’ ho sempre messa tutta per farti contenta, ma non è facile. D’   altra parte se non fosse così, non saresti te stessa.

Mi hai chiamato, ci vediamo alle 6,20 piccola adorabile bugiarda, anche se so che lo fai per girare per negozi e non per me, io sono già fuori di testa, lo vedi quanto sei importante, tesoro mio, come farò senza di te, sembra facile dire basta, cosa vuoi, questo è amore, sai, piccolina.

Non vedo l’ora di stringerti forte forte, e tu mi dirai hooooo, e mi guarderai seria seria.

Al mare, ripresa sullo sportivo, diciamo, e bellina da morire nella tua magliettina coi paperi e tante foto per i vostri occhi, ha cominciato a farmi ciao, il piccolino, difficile come la mamma, sempre pronta al broncino, però tanto bellina, sempre; non lo so, questo ritorno è così naturale che sembra non ci sia mai stata una partenza, eppoi vedremo.

Per un nuovo incontro una calda S. Babila, il suo sottile corpo in una maglina gialla e i pantaloni verdi, incontro ai suoi occhi, per una doccia non insieme, e per Elisa a carezzarti gli occhi e il tuo sorriso intenso. E conta fino a dieci, sentirli pieni di volume, per volumi e mi hai messo curiosità nelle mani, e poi al solito portami via, e ho avuto altri contatti, diversi  per distanze che tu non avrai e chiamarti piccina per deliziosi mattini di nuvola. Prenderle con ironia, senza drammi, queste mobili emozioni, per un ritorno domani, di mattina presto e continuo, per strade, per strade complicate di, per sguardi fran­cesi e vicini, per sguardi.

E un piccolo piacere mi chiede, lei, piccina, per una cena si vicina e rosa di mani, piccine e piene di, solo una delusione si una cena poi finita male, deliziosa lei di trasparenze nere sul rosa e poi una situazione di quali orizzonti di noia e dopo, trascurarla con cura i suoi occhi pentiti si agli angoli, si è accorta di averla fatta grossa, si mi hai fatto male, ma ci sono abituato, mi perdi con consapevoli gesti, mi allontani con cura le mani, mi sono arreso ai tuoi no, pronto ora per un distacco, non mi chiamerai, i tuoi occhi dispersi altrove, se è questo che vuoi, succederà, dimenticherò le tue sottili mani, regalerò ad altre i miei pensieri, è stato bello incontrarti, in ogni caso mi hai regalato rapide emozioni, meritava di più questo amore ricco di immagini e di desideri, solo non lo hai capito, troppo piccoli i tuoi pensieri di bambina, non mi hai ridato che dubbi e occhi incupiti, bellissimi, però, di una bellezza che solo io posso capire, mai nessuno ti capirà come ti ho capito io, con tutti i miei sbagli e le mie parole, nessuno ti regalerà le mie parole di fiume, solo nostre, delle mie certezze e delle tue paure di bambina, non lo so se ti rivedrò, fra un mese quando, sarà dolce un ritorno, non solo dei tuoi sguardi ma anche di lei, che ho ritrovato per sentieri di mare e ancora.

E’ stato bello accompagnarti con i pannolini, per un istante mi sono sentito coinvolto nel tuo mondo, ho avuto dolce l’ impres­sione che tu potessi ricambiare questo deluso amore, ma subito mi hai riportato al reale, nulla, assolutamente nulla ci tiene insieme, un muro di difficoltà fra noi, non valicabile per.

Qui al mare, e lei per distanze, trascurata nei suoi occhi, non riconosci più un mio sguardo di per poi l’ altra sera per una cena lei ha scelto di rimanere, perché io avevo un appuntamento e mi sono arrabbiato, non doveva poi, triste questa fine di storia,   peccato i suoi occhi pieni di e lei l’ altra sfumata di tenerez­za, per un viaggio altrove, se riesci a realizzare: neri e par­ticolari ora.

A spasso per Milano, ho ritrovato la mia casa, ora in treno per un ritorno e, naturalmente ti penso, e non come dici te, perché non ho altro da fare, ma lo faccio proprio con intenzione; natu­ralmente un silenzio annunciato da parte tua, non aver paura, era previsto, sei fatta così, non ti concedi facilmente alle parole, e io preferisco i tuoi silenzi, almeno loro non mi fanno male.

Sarai curiosa della mia visita alla tua città, non ti dico per trovare una cartolina alle 10 di notte, ho mangiato in un risto­rante nella piazza della fontana, davvero bellino. Se tu mi avessi chiamato sarei venuto a trovarti, ma lasciamo perdere, avrai i tuoi motivi, io non ci muoio, come vedi sono più sereno, ho rimesso in piedi un minimo di dignità, ma non so pensarti che con dolcezza, e adoro pensarti, questo non me lo puoi togliere, con nessuno dei tuoi no, piccolina.

Quando ci rivedremo, ammesso che mi vorrai rivedere, da te mi aspetto di tutto, ormai, saranno 10 mesi esatti che ci conoscia­mo, nel senso che intendo io, naturalmente, e per me è come …lasciamo stare, tanto non ci credi a quello che ti dico, cambiamo strada.

Firenze ora, un fresco diffuso, ripenso al nostro viaggio di ritorno, a com’ erano dolci al contatto i tuoi capelli, al tuo sonno piccino, e tutta la mia disperazione; è stato bello lo stesso, lo sai, e tu sei una piccola criminale, però tanto belli­na e anche un pochino simpatica, ecco.

Lo so, non mi penserai mai in questi giorni, meno male che piove, così impari a non pensarmi, brutta cattiva, cretino io che ti penso sempre, però forse è meglio avere un sogno per cui vivere che …rilasciamo stare, siamo su strade lontane, non mi segui.

S. Maria Novella, arrivato, non c’ è il profumo intenso di fiori e non ci sei nemmeno tu, grazie della compagnia e a presto.

E non ti chiamo, ieri la tua voce, al solito senza nessuna emo­zione; bellissimi i suoi occhi invasi di ombre, non sapere come, ma rimane: neri e particolari ora.

Rivista poi dopo le ferie, quasi imbarazzata nella sua abbronza­tura, per non dirmi che parole di noia, inutili le mie telefo­nate, meglio disperdere tutto in un silenzio, buono questo caffè, le 6,20 ora aspettare con pazienza la sua voce, non mi aspetto proprio niente, mi vedrò Milano senza alterazioni di pensiero, diciamo raccogliere le idee?

Tornare, con calma, tornare in mezzo a tanti occhi lontani e distanti, non mi sento legato che a questo fumo che mi attraversa la gola, delizioso.

Per poi pensare, dove muovi i tuoi pensieri ancora, lontani dai miei solo per spazi di luoghi, non di attimi. E di nuovo poi pensare che mi attraversi rapida la memoria. I tuoi occhi ora nei miei, vivo rapida un’ emozione circolare. Non ho che il nocciola intenso di uno sguardo. Mi pensi, si ora, per contatti di pensie­ro e mi dirai parole di respiro, mentre profondo è un contatto di immagine. E ancora una diversa visione per i tuoi riccioli pieni di curve e violenti di spazio. Racchiudono vibrazioni circolari, continui viaggi di immagine, spazio nuovo ad ogni curva del tuo viso, mentre mi lasci senza libertà, preso in vortici di sottile   desiderio.

Per quale convegno o no ieri ti ho rivista e avevi la palestra disgraziata, il nostro piccolo incontro svanito e proprio non ti importa va bene, finita senza problemi una storia che non doveva nemmeno partire, d’ altra parte cosa vuoi. Tristezza diffusa dovunque.

E allora ci siamo ritrovati, dopo il 5 dedicato a un prelievo,   l’ Antica Torino e i tuoi occhi impauriti, però sicuri accanto a me e non me lo hai mai detto, la mia apertura contro i tuoi sguardi, e un antico ristorante per la nostra tenerezza.

Un pranzo oggi con troppe persone, ti unisci a noi, e quando usciamo le tue dita strette  e i tuoi sorrisi di complicità, la prossima settimana mi dici, stai tranquilla, io ci proverò anco­ra, non mi è passata, ti ho detto due volte che ti adoro e ti ho richiamato subito la tua voce incredibile, non c’ è niente da fare, è troppo bello questo continuo tendere, eppoi neanche in classifica, mi hai messo, piccina e cattiva, mi sei anche dima­grita, il tuo modulare nello spazio ancora più armonioso e io rimango ogni volta stupito di quanto possa essere bella una donna, ma ti rendi conto che cosa potrebbe succedere se, non ci posso neanche pensare, e lasciami sognare, almeno dei sogni potrò essere padrone?

Come dedica, cosa vuoi scontata; come dedica: con tutto il mio amore.

Mi hai chiamato ora, sei deliziosa, lo sai che solo pensarti mi fa tremare le gambe?

Lo so sono scemo e non so cosa farci, un uomo innamorato deve essere così, sembra.

Però adesso faccio la persona seria, so anche essere un caro amico, mi basta che tu sia come sei e vederti ogni tanto, va bene?

Eppoi chissà, con te tutto può succedere…

D’altra parte poi è bello anche starti vicino, in qualche modo strano faccio parte del tuo mondo, le cose che mi dici non le dici a nessun altro, ed è bellissimo anche così, respirare a volte lo stesso respiro, ascoltare tutte le tue paure e i tuoi pensieri, eppoi anche a me serve un’ amica sincera, peccato che sei così bella e…4 minuti di ritardo, sarai bellissima quando

arrivi, sarà dolce il tuo sorriso fra i riccioli, mi trema il cuore come una foglia, che ci posso fare?

Hai la minigonna, ma allora lo fai apposta?

Un pensiero tutto per te in questa notte diffusa di quale Natale, ho ancora i tuoi occhi affogati qui dentro, le tue parole strana­mente dolci: se mi arrabbio è perché qualcosa c’ è dentro, sai che non ci avevo pensato e poi: se rimanevo ci saresti venuta con me, perché mi dici queste parole, lo sai come sono, magari poi ci credo.

Naturalmente non mi hai chiamato, io sempre ad aspettare la tua voce dolcissima, niente da fare, sparita, tanto io ti adoro lo stesso, cosa credi, il tuo silenzio per me sono parole.

Dalla dentista insieme, i tuoi occhi affogati nel buio, mi hai detto no col ditino, che cosa?

Dalla dentista insieme, ad aspettarti, ti stanno facendo del male, piccolina, sai che eri bellissima mentre guidavi, era tanto che non ti guardavo, sei stata un tesoro a permettermi di starti   vicino, davvero un bel regalo, per i miei primi 40, tondi tondi. D’ altra parte non chiedo di più è sempre un’ emozione vederti e sai quando mi piaci di più?

Quando ti tormenti uno dei tuoi mille riccioli ricchi di spazio e di sensualità e le tue carte che cosa mi tocca fare una tua risata la mia disperazione le tue domande e poi un bacino no, e da tanto che non lo fai le tue parole come coltelli, e un no detto col ditino che cosa vuol dire?

In una  Milano per un disguido da solo, e un si che in ogni caso mi ha fatto piacere come se fosse successo, in quale spazio interiore tutto nostro, qui nella solita galleria a guardare i miei pensieri, una sete intensa, mentre loro diffuse in questa pioggia di malinconia, in un hotel di quale passato, mentre arriva adesso un tost per una cena di compleanno che mi regalo in quale silenzio di emozioni.

Sentita appena in un telefono, un ciao appena, in cambio di quale emozione, anche lei d’ altra parte cosa dici, in fondo non perderci di certo la testa, in attesa di quali altri improbabili incontri, e ancora.

Qui agli Uffizi per una pausa anche una scena madre, ti passo il mio, vieni prendere un caffè e sono una persona squisita deciso per un no su tutti gli orizzonti, deciso.

Per mettere una linea a questa situazione sospesa, rinunciare anche a una possibilità, per quali assenze di ritmo per poi ripartire quando

stanco di quello che mi circonda, per sensazioni terribili di abbandono, recuperare le forze per nuovi improbabili orizzonti per una Primavera qui davanti e per quali azzurri.

Per un momix solo sfiorato, la prima volta e poi sono appena tornata e dentro i suoi occhi e vacci con lei poi ti racconto ho un invito a pranzo e lei si è già trasferita, e che cosa, in questo incubo di.

Aspetta, mi hai detto, dolcissimi i tuoi occhi, mi dici tu come devo procedere, hai avuto un’ apertura di emozioni, era tanto che ti aspettavo, mi hai regalato una profonda voglia di vivere.

Dopo tanto tempo mi sembra di averti conosciuto solo ora, fra noi mille malintesi, le mie parole ti hanno fatto male, che stupido raccontarti le mie storie milanesi, piccolina, non mi ero accorto di averti ferito, non so perché l’ ho fatto, forse pensavo che non ti importasse poi tanto, ho rischiato di perderti in un momento, però adesso mi hai perdonato? Ti spiegherò ancora tutta la strada, ora che è vicina una soluzione, difficile, non cred­ere, ma in ogni caso bellissima.

Con te ritrovo la mia vacillante allegria, mi riempi gli occhi di sottile felicità, mi hai sorpreso stasera, non sono abituato a certi sguardi, pieni si di paura ma anche finalmente coinvolti, ti lasci guardare e mi restituisci uno specchio di immagini, sei incredibilmente bella, come fai a dirmi che ti metto a disagio, quando potrai scordare tutto quello che ci ha tenuto lontano, proviamo a ripartire, io ti ho incontrato solo ora, sei la mia donna, non voglio ascoltare altro, tutto di noi da scoprire, da chiamare per nome, da raccontarci, voglio sapere tutto di te, starei ad ascoltarti per delle ore e ricordati che voglio gli arretrati, con gli interessi anche, sorrido ora i tuoi sorrisi, ti vedo nuova, il tuo nome mi circola nella testa e ha un sapore   intenso ogni  mio pensiero per te. Lo sai che sei piccola?

Mi hai detto cose terribili per un body, ancora peggio per quello che non ho fatto, chissà se mi perdonerai mai, sei deliziosa con la tua gelosia, e la tua paura che possa finire, questa è la tua insicurezza che affiora, ma allora è proprio vero, questa strada tanto difficile ha una sua conclusione?

Anch’ io ho paura, ma sono sicuro dei miei sentimenti, non sono mai stato così coinvolto e ho solo voglia di tenerti le mani.

Rivedo in un momento tutto quello che abbiamo vissuto insieme e capisco ora tante cose, te sei stata sempre chiara, sono io che non ho capito, non ho ascoltato i tuoi dubbi e la tua diffidenza,

adesso so cosa volevi dirmi, sono stato troppo coinvolto in questo amore senza ascoltare anche te, mi sono fermato ai tuoi no infiniti senza chiedermi perché mi lasciavi in ogni caso una speranza, è stato come ricercare sempre un codice d’ accesso che non trovavo mai, ha avuto bisogno di tempo e di pause, questo amore avvolgente, io penso che alla fine la vinca lui, forse è più grande di tutte le nostre paure e incomprensioni.

Vorrei dirti tante cose, ma ti aspetto, non farò più un passo senza di te, adesso abbiamo una parola nuova fra noi, e si chiama insieme.

Ti sveglierai ora e mi starai pensando, lo sento, e io sono una persona nuova, diversa, ora che ci sei.

Qui dentro questo amore sempre da solo, non so dove sei, ieri sparita in un telefono, ho seguito il tuo desiderio, anche se a me sembravi proprio te, oggi separati dalle solite cose, chissà se saresti uscita, magari no, va bene lo stesso, questa volta la colpa e’ mia, mi perdoni, non puoi sapere la malinconia profonda che ho addosso, e mi manchi, poi non so ancora la tua risposta, se mai me ne darai una, già sulle tue ieri, io sono fatta cosi’ mi hai detto e io sono rimasto male, mi ero immaginato già un’ apertura verso che cosa non lo so, so solo che mi mancano le tue mani, e i tuoi occhi sono lontani e avevo voglia di vedere il piccolo, e da tanto tempo che non lo vedo; tristezza dentro, appena diluita dal nostro incontro, mi è rimasto dentro.

Ancora una lettera, si, d’ amore d’amore, ad annoiarti gli occhi, un grazie oggi in un telefono, mentre io cercavo di dirti quanto è importante per me questo amore, ma tu sei fatta così, mi cambi  ogni giorno, però sei sempre un tesoro, e sarà difficile starti lontano, si, perché questa è la mia intenzione, ma ti spiego meglio con le parole, è uno dei miei progettini per stupire i tuoi occhi, per complicarti forse la vita, queste parole terribi­li che ci fanno tanto male.

D’ altra parte lo puoi capire da te, io non sono un uomo che può vivere ancora a lungo in questo labirinto, ho bisogno di una risposta, almeno di un accenno a una risposta, così è terribile, mi manca il respiro, non combino niente rimango in questa situa­zione piena di.

In ogni caso sei incredibile, certo sarebbe bello, forse troppo bello se tutto avesse la conclusione che io voglio, già ti imma­gino, bellina in ogni tuo sguardo, ogni tanto succede che i sogni si avverino, perché mi hai detto che avresti ceduto, se rimanevo, ceduto a cosa, non mi dici ricambiato, ma solo ceduto, come se per te fosse una concessione, io ti voglio, ma voglio che tu mi vuoi, mi capisci piccolina, smetti di considerarti qualcosa da   conquistare, hai una tua personalità, devi volere anche tu, non credi?

Io voglio sentirti cresciuta, sicura delle tue scelte, libera di decidere della tua vita, orgogliosa dei tuoi sentimenti, allora smetterò di coccolarti come una bambina e mi troverò accanto una donna; ci vorrà ancora molto?

Ho pazienza, ti aspetto con tenerezza, prima o poi capirai, e io sarò nei paraggi, a incontrare una persona nuova.

Che avrà però i tuoi occhi, quelli non li cambiare, sono troppo belli, mi lasci sempre stupito che possa esistere uno sguardo come il tuo, intenso e luminoso, semplicemente bellissimo.

Ad aspettare i tuoi occhi di corsa, ma a me bastano un tuo rapido sorriso e i tuoi riccioli, non m’ importa d’ altro, poi tutto è così bello, anche le cose più banali, lo sai.

E questa canzone che mi vortica addosso ha le tue pause, questo amore che ha tanta voglia di essere ricambiato, insieme alle tue mille incertezze, mio piccolo tesoro, arriverai ora piena di furia e di  sguardi, non posso pensare a cosa mi succederebbe se arrivasse improvviso e inatteso un tuo si: impazzirei? Probabile.

Ad aspettare un tuo ritardo, sono sicuro che mi scapperai, lo so, sempre di corsa i tuoi occhi, stasera solo dirti quello che ho deciso per rendere più vivibile questa strana situazione: conge­lare questo sentimento dentro un’ attesa senza fine, in attesa di un tuo cambiamento di rotta, nel frattempo fra noi niente di più che una simpatica amicizia, che poi è quello che tu cerchi da me, mi sembra.

D’ altra parte non ce la faccio a non vederti più, ci sto troppo male, come ci sto male a sbattere sempre contro il tuo continuo muro di no.

Cosi’ riportiamo la situazione su binari più sereni e puoi matu­rare con calma le tue decisioni e capire meglio quello che provi per me, anche se ci fosse in fondo un bel no definitivo.

Nel frattempo succeda quello che deve succedere, io non mi sentirò più immerso in questa situazione senza uscite e potrò fare esperienze nuove, tanto te non ti arrabbi, vero?

Io d’altra parte io non ho mica tutti gli anni che hai te per trovare una strada, i miei cominciano ad essere tantini, sai?

Se ti va bene io faccio così, avrai un rompimento di scatole in meno e un caro amico in più va bene?

Avrai meno calore da parte mia, ma a volte penso di essere noioso o in ogni caso entro in territori che non mi spettano, visto che tu non mi ricambi questo amore terribile che mi affoga.

Già le 5 passate, ho voglia bisogno di vedere il tuo sorriso scanzonato e ironico, devi aver passato una giornata terribile, mi prendo io cura delle tue preoccupazioni.

Capacissima di scappare stasera, lo sento che lo farai, io aspet­to fino alle 6,15, sono stato tanto male in questi due giorni, chissà come mai dipendo così tanto da una donna, in precedenza non mi sono mai dato tanta pena per gli occhi di una donna, si vede che mi merito che qualcuno mi faccia stare male: niente da fare, la soluzione è quella che ti ho detto, seguiamo questa nuova strada, è la sola.

Sai che è bello aspettarti, certo sarà difficile per me non parlarti più con dolcezza o dirti parole d’amore, vuol dire che te le scriverò e te le metterò da parte per quando le vorrai   ascoltare, così non ti perdi niente.

Sai che ero decisissimo a non chiamarti più, due giorni fa?

Poi, naturalmente ho cambiato idea, non puoi sapere quanto mi manchi soprattutto quando abbiamo litigato, era tanto che non ci succedeva, ma quanto lavori, con me non succedeva mai, mi scap­pavi sempre lasciandomi solo a pensarti, eppoi non mi chiamavi nemmeno, che cattiva!

Non arrivano i tuoi occhi a consolare questa agitazione, non sono poi tanto sicuro che questa idea dell’ amicizia sia poi così buona, e se poi incontro persone sbagliate? Booh, qui si rischia strade ancora più complicate, ma d’ altra parte non ci sono molte alternative; questo telefono non suona e io vivo nel dubbio terribile che tu sia già in fuga verso casa, che fiducia dirai, ma non ci posso fare nulla, questa situazione d’ ansia mi uccide, cretino che sono.

Un’ ora che ti aspetto ancora tre quarti d’ ora per una possibi­lità d’ incontro, ma dove sei, si può sapere?

Tranquilla lei, è andata via alle cinque, nemmeno il tempo di una telefonata, eppoi un aspirapolvere e niente, non è uscita, cosa vuoi a questo punto solo una decisione da prendere, sono troppi i segnali che mi mandi, qui siamo al limite del

Quello che mi meraviglia è la sua staticità  e la sua indifferen­za, niente da tirarci fuori, solo la sua voce tranquilla come se niente fosse, ti sei accorta di averla fatta grossa ieri, due ore ad aspettarti, non me lo merito, qualsiasi cosa tu pensi di me, non me lo merito.

Vedremo come, vedremo cosa, questa volta ho proprio deciso, non tornerò indietro, proprio non ti chiamo più e quando tu mi chiam­erai la mia indifferenza ti ferirà, ma non mi resta altro per metterti con le spalle al muro, lo vedi anche da sola.

Saprò trovare altre strade, in fondo sono ancora pieno di vita, vedrai che qualcosa succede, puoi stare tranquilla.

Chi lo sa, mi pare che io per te sono ancora il capo, vuoi non vuoi tenermi a distanza, facciamola finita con questa stupida storia, è durata troppo a lungo. Finito.

Ancora, ancora un incontro, mi sento su una lama affilata, non so cosa pensi, questa tua paura di perdermi e perché mi tieni in qualche modo legato, non capisco cosa ti passa per quella tua testolina di nuvola, il tuo seno come due cerbiatti, mi è venuta così, pensandoti, cosa ti devo dire, a volte mi sembra semplice fare a meno di te, altre volte mi manchi da stare male, lo sai questo dilemma, basterebbe un tuo no deciso  io sparirei, è una tua risposta che mi manca, ma perché non me la vuoi dare?

Sarebbe così semplice allora la strada, è la paura di affidare a un’ incomprensione una decisione definitiva, che  mi blocca; sono scelte difficili da fare, ma io così non ci resisto, devo uscirne a costo di metterti con le tue piccole spalle al muro.

Nessun problema per te, mi dirai di ni e tutto procede, fra mille domande e io ti detesto quando fai così mi sembra che tu mi prenda in giro e non me lo merito, questo almeno no.

Ma quando arrivi, voglio i tuoi occhi, sarò dolcissimo, stasera, e’ troppo che non ti vedo, qui dove abbiamo litigato, non mi piace questo posto, e tu non lo capisci, va bene, pur di vederti faccio tutto  quello che vuoi, sarai a mettere benzina, agitata come sempre, e deliziosa, come sempre, solo 10 minuti di ritardo,   ma non mi preoccupo, stasera almeno ti vedo, anche di corsa.

Mi hai chiamato, mi hai detto, ma allora mi pensi qualche volta, non sei così insensibile come sembri, vedi a me basta poco per sognare, il mio amore non è ingombrante, anche se solo io so quanto è grande: solo 25 minuti e io ti aspetto una telefonata senza messaggi, vuoi vedere che mi sparisci ancora? Sarebbe atroce, non me lo fare, ti prego, non stasera, non lo sopporter­ei.

Con te tutto ci sta, non mi meraviglierei poi tanto, sono proprio messo male, ma perché non mi capisci nemmeno un pochino? E’ proprio così difficile capire che ti adoro?

Niente e nessuno a darmi una risposta, solo  un tuo inutile silenzio a farmi impazzire, lo sai che è bello anche aspettarti, basterebbe avere la certezza che arrivi, e quella io stasera non ce l’ho, sarebbe la quarta volta di seguito, e mi hai detto che voglio metterti alla prova con le mie carte, no di certo, è solo la voglia di finire una storia e ho bisogno di tutto il materiale disponibile, vedrai che viene bellina anche se la parola fine la puoi scrivere solo tu con una bisillaba che sarà messa in fondo, un si o un no, quando me lo dirai.

Alla fine dei tempi, in ogni caso è dolce/terribile aspettare, le mie mille risorse sono alla fine, io voglio essere sicuro solo che tu sia sicura, poi vedremo.

Anzi sarà il titolo della storia, in fondo è l’essenza di tutto, la tua piccola risposta per me così importante.

Ancora non ci sei ed è quasi un’ ora, io sto anche in pensiero, ma dove sei finita, fra poco vado via, sai in che stato d’ animo questo ritorno, è più il tempo che ti aspetto di quello che ti vedo, è un amore di attesa, il mio.

Già oltre Bologna, e ti penso, chissà cosa è successo, me lo dirai, forse, io non ti chiamo di certo, stiamo a vedere che

Di nuovo, ad aspettare, questa volta non ti chiamo, sei venuta, poi, un bacino no ci potrebbero vedere, non ci muoio, ormai mi sono abituato, anche la tua continua indifferenza, io non ho più parole da darti, qui in una attesa senza illuminazione di sguar­di, dimenticare i tuoi occhi, te li lascio tutti per te, in altri spazi disperdere una delusione, lontano da quello che non mi vuoi ridare, lontano si dai tuoi silenzi di parole.

Risentiti per un bambino, lo stesso posto quando, chissà come eri bellina, pensieri dentro che non ti dico, dispersi.

Per un nuovo lavoro abbiamo interrotto una telefonata, sempre un tuo silenzio pieno di rancore. Non ho più voglia di, deciso in una strada, mentre non ho più nemmeno un’ emozione da regalarti forse rancore ora per quello che poteva: chiudere, rapidamente chiudere.

Mi dici che ci vediamo lunedì sera per un teatro, vediamo se, vediamo come, al solito sospesa ma sempre tanto carina, saprò mai uscirne?

Solo pensare che ci vediamo mi manda in estasi, come mi sono ridotto!

In ogni caso hai una bella voce e sai essere carina quando vuoi.

Qui a Grosseto a pensarti, non sai quanto mi manchi quando siamo lontani, mi viene una voglia matta di sentirti, anche se non sai dirmi altro che no, ma lo dici così bene che penso sempre a un si timido timido.  Finalmente una sera insieme, sono mesi che ti aspetto, non sai quanto una cosa del genere mi renda terribilmente allegro, mi sento vivo, pieno di vita, in sintonia con questa primavera deli­ziosa che sta crescendo, me la sento dentro e ha il tuo sorriso non so dove portarti stasera, niente di bello  teatro, forse un cinema o un ristorante, vedremo, so solo che ho una voglia matta di stare insieme mi tremano le mani sono emozionato, arriverai dolce con tutti i tuoi pensieri, cercherò di farti passare una serata dolcissima, come in fondo sono state tutte le nostre, poche purtroppo, serate, sei stata carina stamattina quando ti ho chiesto di stasera, mi hai detto semplicemente esco con te, come se fosse la cosa più normale del mondo, per me è una cosa parti­colare sono con la donna che amo, posso parlarti, vederti, carez­zarti, coccolarti, sentirti vicina e per me è una cosa deliziosa, sai? Dove sei ora, sarai agitata, in mezzo a cose più grandi di te, vorrei esserti vicino, aiutarti, guidarti se solo tu me lo permettessi.

Il tuo sguardo che si spazia

e una nuova luna

sotto qualunque luna

il tuo guardo si fa luna

perché gli occhi tuoi rivolti altrove

Un trauma dipinto di carezze le tue mani per labirinti di tener­ezza, una sera bellissima grazie

Finito per un chiarimento definitivo, finalmente una risposta chiara, in una piazza tu in piedi, finito.

E finisce, si, in una anonima piazza si, insieme al tuo mal di denti e alla mia dignità strapazzata per un chiarimento che abbiamo avuto, mi sento triste ma anche libero, finalmente, la mia vita  sospesa riprende rapida a scorrere, è stato bello lo stesso, ma è finita questa strada insieme e da solo, riprendo ora per nuovi itinerari ciao.

Archiviata si, ora,  per una dimenticanza non ripresa in diretta di nuovo le sue lunghe gambe e gli occhi, invulnerabili e fragi­li, si apre però un sorriso quando e piena di, ancora il suo seno di femmina poi per altre circostanze, mentre un paperotto segue per imprinting sempre nuove strade per lei un vuoto di emozioni, mi manca sempre meno almeno ora un numero diretto che mi aspetta e sono matto mi dice, anche lei ha grandi mani, fredde però come i piedi, mi dice, e con affetto si senza aperture, e come si fa a rimanere indifferenti e a fondo un sorriso nei suoi occhi e sono innamorata e poi un distacco e cos’ hai e paura la tua delle parole e rivedersi si prima di un    mese ne ho una voglia atroce ora che batte di nuovo un cuore, al solito pero’ mi trovo  in situazioni sospese, se non viene subito è difficile che venga dopo, la sua coltellata finale per la mia falsa serenità, non mi trovo mai in, percentuale bassa ora di.

E lei mi chiama, tutta un brivido, e il suo volto sparito in una finestra, e il telefono occupato per il nostro incontro saltato al solito, ma non è stato un bidone, io avrei voluto vederti.

Per un pranzo non da soli e i tuoi occhi, mi scivola addosso, ormai è consapevolezza la mia, e stasera avrai un altro mezzo di trasporto, comunque aspetto buono buono una  telefonata che non   verrà allora forse, per altre strade una giornata vedrà la sua fine.

Anche se non lo fai apposta, ti strozzerei lo stesso, sai?

Ma in fondo ormai non mi importa poi molto, lo faccio per reggere una parte in cui non credo più, ti regalo comunque ancora un quarto d’ ora del mio tempo, ormai siamo agli sgoccioli, non le leggerai queste parole, non sono più tue

E per un pranzo in una casa rossa ancora per poco i tuoi occhi

Sentiti per altre parole, ti sei arreso davvero si, e lei distac­cata, per due di seguito, così impari.

Una delusione ancora per un pigiama, proprio finito, e ancora nel ristorante ancora, le sue palpitazioni per il mio stupore; prati­camente tutto inutile, solo un continuo malinteso, va bene.

Quasi sincero il tuo dispiacere per il mio freddo fa lo stesso, stranamente vero, siamo a questo termine di strada, anche per le tue ultime parole, inconsistenti di umanità, sei proprio piccina ma non sarebbe bastata la tenerezza, alla fine mi avresti annoia­to; riprendiamo una diversa strada, senza ricaderci, in quale labirinto.

Qui per un solito jonni, ricco ancora di questo dolore, tornare in questi luoghi, luoghi dove, luoghi quando, già passati i suoi riccioli, per altre strade ora vivere lasciando indietro ogni dubbio, anche se è ancora presente una delusione, come hai potu­to, dovevi fermarmi, la mia vita dispersa in quali labirinti, come hai potuto, e come ho potuto ritrovarmici, i miei capelli per docili mani, diventati aggressivi, mentre tutto si svolge con normale ambiguità.

Continue mani e i loro occhi addosso, pensare a un biondo che non verrà e i suoi capelli ribelli di spazio, e il suo completino di incredibile armonia, cose passate e qui incombenti, solo da dimenticarne l’ importanza e lei di nuovo non vorrà la mia docile dolcezza, dispersa nei suoi occhi assenti rivederla però presto per inutili parole, già perduta prima di cominciare, già altrove il suo pensiero: contentarsi di quello che succede senza cercare inutili conclusioni, così passano improbabili questi attimi e come un clown ascoltarne lo scorrere, al di sopra di ogni coin­volgimento, ora, capirlo ora con quale indifferenza ti dirò non voglio più sentirti, mi fa male solo  pensarti, ti chiedo solo si dimenticare le mie inutili parole, non si incontrerà mai la nostra strada, non voglio sapere quello che farai, non mi coin­volgono le tue parole, e’ proprio finita questa terribile storia di quale amore.

Le undici ora, per quale vissuto albergo ritornare, e passare si a salutarla, la sola si almeno sincera nel suo sorriso ricco di distacco assurde passano chiuse nei loro pensieri, per questa notte di quale incombente primavera, guardarle con quale ironia e ancora.

Mi hai chiamato, voglia di rivederti, curioso di quello che succederà, c’ è spazio in questo cuore deluso di quello che non ritorna, in questo passaggio senza un riferimento: diciamo di­luire?

So che mi penserai e ti chiederai dove, io non ti chiamo, sentirò tremante la tua voce, sarai piena di paura, anche se sono poco, quel poco ti mancherà, non ti chiamo. Devo riuscire in ogni caso a farti sentire cosa vuol dire essere ignorata, cosi’ è troppo   comodo, e poi, non è che è così terribile questo distacco, anche se a volte mi sento morire, non so dire se è la delusione o il rimpianto di aver fatto troppi errori, in ogni caso le tue ris­poste sono state sicure, il tuo no deciso, il tuo risentimento per malintesi ormai passati, dovresti aver capito questo mio sentimento, io non ho altro da dirti, solo mi dispiace, potevamo fare qualcosa di meraviglioso, insieme.

Insieme a spasso per emozioni di parole, le tue mani fra le mie, ti ho visto con occhi nuovi, sei una donna, ti desidero con tutto me stesso, sei la mia donna e ti aspetto.

Insieme e non mi faccio illusioni, a me importa solo vederti ridere, una mini a scacchi rossi e una maglina nera con i fiori, i tuoi seni in tensione, i tuoi capelli intorno e gli occhi pieni di luce, per paesaggi di montagna e i verdi intensi di questa primavera e la tua voce ricca di sensualità i tuoi racconti di donna il mio stupore di uomo insieme per un continuo  contatto di tenerezza, bellissimo.

Per la tua vocina senza suono, una telefonata a luci rosse e il tuo sorriso scanzonato, che cosa cercare nelle tue piccole mani tanti ricordi ormai di cose successe.

Forse per nuovi spazi un libro continua la sua strada, ora che ti conosco meglio, ora.

E ti aspetto per un caffè, e sei sconvolta, mi dici, ma per me è importante solo vederti,  assaporare la massa mobile dei riccioli e ancora diffondermi rapito nei tuoi occhi: sesso fra noi a complicarmi rapido il cuore, mi dici che sarebbe stato meglio se, ma come te lo devo dire, con te non so mai come fare, sei imprev­edibile e non arrivi ancora, ti aspetto fino alle 6,15, sarai scappata, come al solito, sono deliziosi anche questi piccoli bidoni, te ne approfitti perché ti adoro, o forse ti hanno trat­tenuto, piccina non possono capire tutti i tuoi pensieri, già la seconda Y10 verde metallizzata che passa senza i tuoi riccioli, un sobbalzo al cuore inutile, non ci sono i tuoi occhi dentro, sei proprio sparita, come al solito, mi sembrava troppo bello che ci fosse qualcosa di nuovo fra noi, va bene, riprendiamo da soli questa strada, le 6,30 ora e non so cosa fare, pensavo che pro­prio saresti venuta, non ci vediamo per qualche giorno e io staro’ malissimo con questa terribile malinconia addosso, ma va bene lo stesso altrove i tuoi occhi, comunque lontani, cosa mi credevo poi?

E anche lei sparita, non chiama, per un pomeriggio insieme solo da sognare, i suoi si solo un ricordo instabile, per questa distanza terribile che ci separa, distanza anche di pensieri, mi sembra dal tono, le 6,48 e non si vede, ancora 7 minuti eppoi tornare, su una strada che sarà piena di tristezza, ma come fai a dimenticare i nostri momenti insieme, io non ti capisco, punti di vista diversi, hai ragione tu, come sempre.

Ha chiamato poi per strada, piena di no ma quando dico di stac­care mi richiama, parla a me per convincersi ma non vuole che, la settimana del 17 intanto poi vedremo.

E almeno un non lo so, terribilmente delizioso, forse domani in­sieme, e sei unica

E un giovedì a Grosseto la tua voce improvvisa, se ti chiamo è segno che ti penso, no?

La sera poi, dalle Terme di Petriolo, un 5,6% per i miei sogni e  un non lo so, se no ti illudi, e sono tutto tuo, che cosa, almeno il cuore, il resto a richiesta e mi sa che te li darò, dolci sulle guance, e io sono molto felice, e torni sul luogo del delitto e tornare insieme ad Arezzo, domani intanto insieme, forse, oppure a Livorno, hai voglia si di rivedermi, dolce la tua voce e un bacino per telefono.

Un cane intanto e i suoi jeans, e ricambiato anche e un non lo so anche qui, mentre ieri a Roma si respirava la stessa aria, voglia di incontrarti, anch’ io, vediamo un sabato, vediamo, magari questo?

Domani quale decisione, domani.

Curioso dei tuoi capelli mossi e dei tuoi occhi scuri, piccola e 33 i tuoi e una risata che non è più interrotta, sembra.

Ieri lontani, non te ne sei nemmeno accorta, tu sei fatta così, prendere o lasciare, lasciare, penso con tanti rimpianti, quelli almeno me li concederai, penso.

Per il resto tutto procede, non si fermano i miei nervosi pen­sieri, si riparte si dopo una pausa d’ amore, ti regalerò tutti i giorni un pensiero, io non ti dimenticherò, puoi esserne sicura.

Per poi ancora un salutino, insieme e sarai al solito deliziosa, tutta sguardi, ultimamente sul sesso spinto le nostre parole, mai però parlando di noi, e succede ti arrabbi e strilli disperata e mi fai il muso.

Ormai ti conosco e non me la prendo, sto finendo di crederci, vicina una fine, nonostante che a te forse dispiaccia, non ci siamo sentiti ieri, forse non te ne sei nemmeno accorta.

Ti ho appena lasciata deliziosa e tutta in nero, hai un sorriso che mette i brividi, qui in questo giardino che una volta ci ha visto insieme, era di novembre e anche allora eri bellissima, sempre ossessionata dalle tue paure, se ci vedono, sei proprio piccina, comunque grazie, è stato bello vederti, affogata credo in una tua piccola angoscia, domani non ci sentiamo, chissà quando ci guarderemo ancora con quale dolcezza, è come se ora ti avessi qui, sei ancora.

poi non ti regalerò che parole di circostanza, sesso fra noi inutile, se ti parlo di noi strilli e fai l’ offesa, non me la prendo, ormai conosco i tuoi pensieri, peccato, è così divertente sentirti finalmente donna, anche se piccina da morire con tutti i tuoi discorsi più grandi di te, sesso, forse, ma non erotismo, quello non sai apprezzarlo, non hai mai incontrato uno come me, io ho saputo dirti cose dolcissime senza avere un tuo desiderio in cambio, praticamente ho parlato con me stesso o se vuoi con la donna che mi sono sognato, la realtà mi hai deluso, non ti capis­co, sai, siamo troppo lontani.

Una bellissima giornata insieme piena di sesso e di prese in giro e 50 volte da sopra esagerata?

Rivederti e dire che sei te la mia donna, come ho potuto solo pensare che ce ne poteva essere un’ altra, non lo so come sia potuto accadere, hai degli occhi di cerbiatto e la bocca di tigre, ho una voglia terribile di baciarti, ma mi basta anche guardarti per essere in paradiso, aspetto la tua gonnellina rosa e un sorriso, arriverai dondolando il sederino e mi dirai di no e a me verrà un delizioso mal di testa e starò male fino al nostro prossimo incontro, una cena a tre, presto presto, va bene?

Cena con te, per un paesaggio di notte finito male. Una cena su un panorama, il tuo vestitino rosa, deliziosa come sempre, la fine un disastro, voglio tornare a casa, forse delle foto di troppo, e i tuoi ricordi e le mie parole, dolore dolore dentro e non ti voglio più, una crema per il tuo piccolo corpo di gatta, adesso basta.

Tristezza, si, per una Milano piena di ricordi e una lettera da.

Un pranzo per rivederti, i tuoi occhi curiosi un completino blu e gli occhi, ciao a quando?

Per cercarti dentro una solitudine, solo la tua macchina e te dispersa: domani sono sola, mi avevi detto, poi più nulla: ho aspettato la tua voce, poi sono venuto a cercarti.

Non c’ erano i tuoi occhi bambini.

Per strade di verdi incombenti nel nulla una serena mancanza: di loro di loro, due in particolare per una fine si annunciata, per esaurite immagini, forse mai reali.

Annegare in prati di seta verde ogni pensiero, per tornare poi alle solite limature di stress.

E ancora dentro la curva di armonia delle tue gambe dove si allacciano alla vita piccola e sinuosa di quale immaginata sen­sualità solo di parole, non sarai mai mia, solo la mia dispera­zione e  ancora.

E ti ho messo le tue dolci spalle al muro, la devi prendere una decisione, sei stata piena di dubbi e indecisioni, ma un si è serpeggiato da ogni parte ti voltavi, e mi manca una tua telefo­nata promessa, ora, domani sarà tutto finito e ci riderai sopra come la bambina che sei, io non ci riderò e sarà finita questa strada, io non ne posso più, paura di che cosa non lo so, hai a portata di mano un uomo, posso darti molto e sei lì a chiederti ancora cosa fare, troppo comodo, io ti voglio ora, sono deciso e non torno indietro, è l’ unico modo per averti.

Non mi pensare, i tuoi pensieri per altri occhi.

Non hai avuto per me che una sottile barriera: no.

Le mie mani non mi hanno ascoltato, a cercarti un piacere incon­tro a un dialogo, non mi hai dato che interrotte emozioni, scen­devi quando io non trovavo che sottili appigli.

Altrove altrove un sorriso, non mi spaventa la tua indifferenza. No.

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