Fornace Pasquinucci, 15 Maggio 2014: presentazione del libro “Orribile privilegio”, di Marco Mati

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Ho sfogliato le pagine dell’incomprensione / dissetando l’arte con le sue spoglie rime / ho piegato innanzi a me / una soffice coltre di nebbia,

Sono intervenuti: Paolo Pianigiani, giornalista e scrittore; Andrea Taddei, scrittore, medico e psicoterapeuta; Monia B. Balsamello, critica e consulente editoriale; porterà il saluto iniziale Roberto Taddeini, mentre il coordinamento della serata è affidato all’esperta presentatrice Chiara Borracchini.

Hanno letto alcuni testi Romano Franceschi, autore e regista teatrale e dallo stesso Roberto Taddeini, mentre le musiche sono state curate  da Tommaso Morelli.

In questa silloge, la prima della sua esperienza poetica, Mati affronta con coraggio e con grande piglio le tematiche della sua vita, alle volte sfiorando anche l’autobiografia come spiega saggiamente nel risvolto di coperta.

È un libro che non si legge tutto d’un fiato, non perché il linguaggio sia ricercato e difficile, ma perché dobbiamo entrare nella logica della sua scrittura e nel suo modo di ragionare, che poi è quello di un giovane non troppo legato alle logiche della sua generazione, che riflette su quello che è il suo mondo, sulle cose che lo appassionano e lo circondano, il lavoro, la famiglia, le amicizie, lo sport e l’amore, viste da un’angolazione che potremmo definire filosofica.

Ha un modo di scrivere scarno ed asciutto, ma sa esprimere concetti che si capiscono molto bene e che hanno un fondamento appunto nella sua vita, che non è stata tutta rose e fiori.

Insomma un buon esordio in un campo difficile come quello della poesia, anche perché un po’ tutti ci sentiamo poeti, ma il difficile è farsi capire dagli altri, Mati ci riesce e pensiamo che anche chi leggerà questo libro lo apprezzerà e lo capirà.

Marco dice che ha anche altro materiale da parte e che forse lo pubblicherà prossimamente, noi gli diciamo «non ci privare per tanto tempo della tua vena poetica e deliziaci ancora con le tue righe», che sono quelle di un ragazzo che sente dentro come un vulcano poetico che sta per esplodere, ecco: noi aspettiamo la colata da un momento all’altro.

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