Sìperché, la storia di un bambino e uno scrittore…

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Disegno di Alena Fialova’

Capitolo primo

Un bambino piccolo piccolo…

Sì Perché era un bambino di sette anni circa, anche se con precisione nessuno sapeva la sua età: se qualcuno gli chiedeva:

– Quanti anni hai?

lui rispondeva:

– Sette, sì perché?

Avete già capito come mai si chiamava così, non sapeva dire altro che sì perché qualsiasi cosa gli venisse chiesto, per esempio se gli chiedevano cosa facesse, lui rispondeva immancabilmente:

– Niente, sì perché? Non venitemi a chiedere come mai aveva questa abitudine, io ne ho sentito solo parlare, non conosco i particolari, magari qualcuno di voi mi può aiutare?

– Forse io… – mi dice una vocina da dietro un libro della mia biblioteca.

Sposto il libro, un pesante romanzo inglese e dietro ci trovo un bambino piccolo piccolo che mi guarda timido timido…

– E tu chi sei? – gli chiedo sorpreso.

– Sono un amico di Sì Perché, e posso dire di conoscerlo abbastanza bene.

Per esempio ti posso dire che ha i capelli neri, veste sempre di blu e conosce molte canzoni, ne vuoi sentire una?

– Magari dopo, intanto parlami ancora del tuo amico, per esempio, adesso dov’è ?

– Non lo so davvero, sarà a casa sua, magari starà dormendo… che ore sono adesso?

– Quasi mezzanotte, a proposito, non dovresti essere a letto anche tu?

Il bambino piccolo e timido adesso è qui davanti alla macchina da scrivere, seduto sulla mia pipa preferita e dondola le gambe.

Solo adesso mi accorgo di quanto è piccolo, ma non faccio in tempo a farglielo notare che subito mi dice:

– Che tipo strano sei, di solito gli adulti mi chiedono subito perché sono così piccolo e da dove vengo e altre curiosità simili… sai giocare a scacchi?

– Si, un pochino… – gli dico una bugia, perché in realtà sono un esperto.

– Che bello, possiamo fare una partita? Devo provare una nuova apertura per il prossimo torneo, potresti farmi da allenatore, però solo se sei bravo, la conosci la variante Rubistein? Io sto perfezionando una variante alla variante.

Lo guardo attentamente, è veramente piccolo, vestito con molta cura, a modo suo elegante, non ha trascurato nemmeno il foulard, intonato perfettamente al colore dei calzini, sembra uscito da una rivista di moda per bambini, forse è uscito proprio da lì, mi ricordo adesso che ne sono arrivate alcune con l’ ulti-ma posta…

– Mi dicevi che conosci Sì Perché, dove lo hai conosciuto?-

– Ma, sai, io conosco tutti i personaggi dei libri per bambini, anche quelli che non sono stati ancora scritti, e allora la Rubistein?

Ho perso la mia ultima partita proprio con questa variante, meglio cambiare discorso…

Lo guardo incantato, mi guarda anche lui, poi sorride e…

– Il tuo foulard non è intonato al colore dei calzini, sei un mezzo disastro con i vestiti…

Ha ragione.

– Ma vedi sto qui nel mio studio tranquillo a scrivere, non ho pensato agli accostamenti giusti, di solito quando devo uscire…

– La persona veramente elegante è elegante anche quando non deve uscire! – sentenzia il Piccolo Giocatore di scacchi.

– Devo dire però che mi piacciono i tuoi quadri, li hai fatti tu?

– Solo alcuni, vediamo se indovini quali…

Li indovina uno per uno, scovandoli in mezzo a tutti quelli che riempiono gli spazi lasciati liberi dalle librerie del mio studio.

Per ciascuno ha la sua critica, sempre terribilmente azzeccata, d’altra parte ci sarà pure un motivo se io sono uno scrittore e non un pittore…

Glielo faccio amabilmente notare, lui non si scompone più di tanto e mi dice fissandomi negli occhi:

– Come fai ad essere uno scrittore se non sai quasi niente dei personaggi dei tuoi libri, non vedi che aspetti i suggerimenti da me?

– Ma, vedi, il mio metodo di lavorare è questo, di solito faccio una breve introduzione, indico i personaggi, poi loro prendono vita e cominciano a parlare, come in teatro, io sono solo uno spettatore con la macchina da scrivere…

– E secondo te chi fa da regista, chi scrive tutti i copioni, chi imposta le voci, chi ordina i panini al bar, chi tratta con gli impresari?

Io, io e ancora io!

Il piccolo straordinario bambino ha alzato la voce, è sceso dalla mia pipa e mi guarda con due occhi scintillanti quasi di sfida.

– Vuoi dire che sei tu che…

– Sono io.

– Credo di doverti ringraziare, anche a nome di tutti gli scrittori di libri per i bambini, chi poteva pensare…

– Lasciamo perdere i ringraziamenti, è il mio lavoro aiutare gli scrittori senza idee, ricordo la fatica che ho fatto per Pinocchio, il suo scrittore mi sbagliava sempre tutti i verbi e mi voleva cambiare la trama… per esempio non voleva metterci il Pescecane… cosa sarebbe Pinocchio senza il Pescecane?

Meglio non contraddirlo, gli dico che sono d’ accordo con lui.

– Allora, se proprio vuoi sapere chi era Sì Perché mettiti comodo e ascolta.

Si distende sulla pipa, fissa lo sguardo nel vuoto e comincia a parlare con una voce dolcissima.

Ho solo il tempo di prendere il blocco a quadretti e la penna stilografica…

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