I marmi antichi della Galleria degli Uffizi

 

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Firenze, 22 gennaio 2014

C O M U N I C A T O   S T A M P A

Marmi antichi degli Uffizi:

pubblicato il IV volume di “Studi e restauri”

 

Curato dal responsabile del Dipartimento di Antichità della Galleria degli Uffizi, Fabrizio Paolucci, è stato appena pubblicato da Polistampa il quarto volume della collana “Studi e restauri dedicato a I marmi antichi della Galleria degli Uffizi. I tre precedenti tomi – pubblicati tra il 2006 e il 2010 – furono curati dall’allora capo dipartimento, Antonella Romualdi, prematuramente scomparsa due anni fa e alla cui memoria il libro è dedicato. Nel volume, ricco di immagini, trovano spazio sei capitoli  – dedicati alle vicende di altrettante opere degli Uffizi che nel tempo sono state restaurate o solo studiate.

Scrive il Soprintendente per il Polo Museale Fiorentino, Cristina Acidini, nelle sue “Riflessioni introduttive”, che “Pressochè ognuno dei marmi inseriti nel tempo, principalmente dai Medici, nella Galleria più rappresentativa di Firenze (e da qui anche migrati in altre sedi del sistema museale), crea l’occasione per seguire percorsi innovativi, intessuti di nuove riflessioni e di scoperte eccellenti”.

Da parte sua, il Direttore della Galleria degli Uffizi, Antonio Natali, nella sua presentazione fa esplicito riferimento alla tensione emotiva di Antonella Romualdi nei confronti dei tesori lapidei del museo e afferma: “Venuta in Galleria dalla Soprintendenza ai beni archeologici della Toscana nel 2001, da subito e con autorevolezza aveva messo mano a interventi di restauro delle sculture esposte nei corridoi, restituendo loro sembianze confacenti alla qualità che le distingue”.

“Quasi dieci anni or sono – dice Fabrizio Paolucci nella’introduzione del volume – Antonella Romualdi diede vita a una raccolta di studi dedicata ai marmi antichi presenti in Galleria che giunge ora alla sua quarta uscita. Anche in questo volume, traendo spunto da restauri spesso complessi e impegnativi, studiosi del settore hanno fatto nuova luce su opere celeberrime come il Cinghiale o la Leda, offrendo elementi decisivi per un loro più corretto inquadramento stilistico e cronologico”.

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D’intesa con il Soprintendente

dr. Marco Ferri

Ufficio Comunicazione 

 

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